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Jesolo, il negozio del vino di Mussolini e di Hitler: «Vendo 1500 bottiglie a stagione» 

Pare che l’attività sia anche molto redditizia. A Jesolo, in uno dei tanti stabilimenti balneari, c’è il supermercato Top Market: sui suoi scaffali sono in vendita vini con le etichette ispirate a momenti della vita di Benito Mussolini e di Adolf Hitler. La scoperta è stata fatta da Paolo Berizzi, il giornalista di Repubblica che da diverso tempo si occupa di analizzare i fenomeni del nazifascismo di ritorno e che da qualche mese ha dato alle stampe il volume Nazitalia.

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Vino Mussolini e Hitler: un business da 15mila euro a stagione

Sulle etichette di questi profotti è molto facile riscontrare riferimenti al Mein Kampf, il diario scritto da Hitler, ma anche effigi e busti del dittatore tedesco. Accompagnato da un vasto campionario di etichette relative al fondatore del partito fascista Benito Mussolini. Le bottiglie occupano un’ampia scaffalatura e sono assolutamente in bella vista per chiunque entri nell’esercizio commerciale del Lido di Jesolo.

Ma c’è di più: sulle etichette vengono mostrati simboli relativi all’iconografia fascista e nazista. Si va dalle croci di ferro alle aquile, che campeggiano anche su una serie di tazze e stoviglie vendute sempre a mo’ di souvenir del negozio Top Market. Le bottiglie costano 10,50 mentre le tazze costano esattamente la metà.

Vino Mussolini e Hitler, il proprietario è elettore M5S

Il proprietario sembra essere convinto della propria scelta commerciale: «È solo business. Non capisco chi si indigna e sono contro i falsi moralismi – ha affermato al quotidiano La Repubblica -. Io voto M5S, non sono né fascista né nazista. Ma se la gente le compra – e di queste bottiglie ne comprano tante – io continuo a venderle». Gli unici ad avanzare qualche lamentela, stando al suo racconto, sono i tanti turisti tedeschi che arrivano in zona. «Ma oggi è una merce che vendono tutti: fatevi un po’ un giro qui intorno e ne vedrete a decine. Io le bottiglie le ho sempre vendute: arrivo a distribuirne anche 1500 nei tre mesi della stagione estiva».

Insomma, un piccolo business costruito sulle ceneri di un passato che davvero non fa più paura a nessuno. Ed è proprio quest’ultimo aspetto, in verità, a fare più paura di tutto.

[FOTO: immagine di repertorio]

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