Nel Regno Unito puoi vietare il bagno delle donne a una trans

di Redazione | 26/06/2018

transgender

Nel Regno Unito le donne continueranno ad avere il diritto di escludere le persone transgender da spogliatoi femminili, bagni e sessioni di nuoto. A stabilirlo i ministri che si stanno occupando delle modifiche al “Gender Recognition Act”.

Come mai questa marcia indietro? Chi sta lavorando alla riforma ritiene che «i diritti di coloro che si identificano come donne non saranno anteposti a quelli di chi lo è biologicamente».
I cambiamenti sul GRA (Gender Recognition Act) permetteranno alle persone transgender di definire il proprio sesso senza dove ricorrere alla chirurgia medica. Questo modus di autodeterminazione del genere è stato introdotto per la prima volta in Europa a Malta, nel 2015. Un grande passo no? Peccato che ci siano stati un po’ di problemi nel Regno Unito riguardo alla autodeterminazione sessuale: le femministe.

Ebbene sì. L’eventuale riforma del Gender Recognition Act – che vede d’accordo Labour e parte del Governo Tory di Theresa May – non è stata apprezzata da alcune femministe inglesi che hanno svolto una specie di crociata.

A marzo, per esempio, due donne si sono presentate in una piscina per soli uomini di Londra, dichiarando di esser identificate come maschi. Una provocazione, quella del movimento capitanato da Amy Desir, per denunciare «le politiche misogine che autorizzano gli uomini ad appropriarsi di spazi, servizi e posizioni delle donne». Si tratta, per farla breve, di donne che vanno contro trans convinte di andare contro uomini.

Il “Government Equalities Office”, davanti al rumore delle femministe (sparute tra l’altro) si è limitato a ribadire che «l’avanzamento dei diritti per le persone transessuali non deve compromettere i diritti delle donne». «Non si intende emendare l’Equality Act 2010 – hanno precisato – e che qualsiasi riforma del “Gender Recognition Act” non cambierà le caratteristiche che consentono una forma di protezione contenute nell’Equality Act». Quindi chi fornisce servizi per sole donne nel Regno Unito potrà scegliere di non fornire servizi alle persone transessuali, a patto però che (come recita l’Equality Act) ci sia una giusta motivazione nel diniego. Quale sia la motivazione giusta però non è dato saperlo.

(foto  © Gail Orenstein/ZUMAPRESS.com)