Arabia Saudita, finalmente ci siamo: le donne possono guidare da sole

di Redazione | 24/06/2018

Arabia Saudita

Domenica 24 giugno è una giornata storica non solo per l’intera Arabia Saudita ma anche per i diritti sociali nel mondo. Le donne di Riyad, infatti, sono ufficialmente abilitate a guidare da sole.

LEGGI ANCHE > Continua la rivoluzione in Arabia Saudita, riaperti i cinema dopo 35 anni

Il fatto che questo avvenga solo nel 2018 è un tema che può aprire molti dibattiti, di certo non si può non apprezzare una lieve apertura da parte del regime di Muhammad Bin Salman. Se ancora molti passi dovranno essere fatti nel campo dei diritti civili e sociali, in Arabia Saudita si sta allargando il piano Vision 2030, un programma di riforme e (caute) liberalizzazioni.

Tra queste è stata “concessa” l’autorizzazione alla guida per le donne.

L’Arabia Saudita è stato l’ultimo Paese ad avere concesso un tale diritto e su Twitter scorrono già le immagini dello storico evento.

Tuttavia, la situazione per le donne rimane alquanto instabile, come testimonia il rapporto 2018 di Amnesty International:

Donne e ragazze hanno continuato a subire discriminazioni nella legge e nella prassi, malgrado le riforme promesse dal governo. La legge imponeva alle donne di ottenere il permesso di un “tutore” di sesso maschile, che fosse padre, marito, fratello o figlio, per poter frequentare corsi d’istruzione superiore, cercare un impiego, viaggiare o sposarsi. Le donne inoltre hanno continuato a non essere adeguatamente protette contro la violenza sessuale e altre forme di violenza. Ad aprile, re Salman ha emanato un decreto regio che chiedeva agli enti governativi di astenersi dal richiedere alle donne l’autorizzazione di un “tutore” di sesso maschile per poter fruire dei servizi dello stato, a meno che questo non fosse previsto dal relativo regolamento dell’ente. Il decreto inoltre ordinava alle istituzioni governative di rivedere i loro regolamenti vigenti e di elaborare un elenco delle procedure per le quali era richiesta l’approvazione di un “tutore”. Il decreto avrebbe potuto migliorare la libertà delle donne di gestire la loro vita ma a fine anno non era stato ancora implementato. Lo stesso mese, l’Arabia Saudita è stata eletta membro della Commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne.