Salah ottiene la cittadinanza onoraria della Cecenia, il Paese che tortura i gay

di Redazione | 23/06/2018

Salah

Mohamed Salah e il suo Egitto, dopo due giornate, sono già fuori dal Mondiale. Ma non tutto è andato storto. La squadra dei faraoni, infatti, si trova in ritiro a Grozny, capitale della Cecenia.

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In un evento pubblico, il leader della regione Ramzan Kadyrov ha dichiarato sul social russo VK di avere dato la cittadinanza onoraria a Salah: “Mohamed Salah è un cittadino onorario della Repubblica Cecena! Proprio così! Questa notte ho firmato un decreto che conferisce questa alta onorificenza al grande giocatore della nazionale egiziana e del Liverpool“, ha detto il leader ceceno.

Salah, Cecenia perseguita omosessuali

Questa “onorificenza” sarebbe stata concessa duranta una cena in onore della nazionale egiziana.

La Cecenia, tuttavia, non è proprio un Paese di cui andar fieri di essere cittadini onorari. Dal rapporto 2018 di Amnesty International si intuisce il perché:

Nonostante le denunce pubbliche non si fermano le persecuzioni contro le persone accusate di essere gay in Cecenia.Il 31 luglio il Network LGBT Russo ha pubblicato un report sulle persecuzioni delle persone LGBT basato sulle testimonianze di 33 persone perseguitate, illegalmente detenute e torturate in Cecenia. Nel report sono contenuti i dettagli delle persecuzioni ai danni di persone LGBT in Cecenia. Le autorità cecene, continuano a negare che esistano persone omosessuali nel paese. In un’intervista con il reporter della HBO David Scott durante lo show “Real Sports with Bryant Gumbel” online dal 15 luglio, Ramzan Kadyrov ha risposto ridendo alla domanda sulla questione della persecuzione dei gay in Cecenia: “Questo è un nonsense. Non abbiamo quel genere di persone qui. Non ci sono gay. Se ci fossero, portateli in Canada. Lode a Allah“. Quando Kadyrov è stato messo sotto pressione sulle persecuzioni ha risposto: “Loro [i gay] sono il diavolo. Non sono umani. Che Dio li maledica per quello di cui ci accusano“. Queste dichiarazioni provengono dalla più alta carica statale cecena, provando che nessuna persona gay può sentirsi al sicuro in Cecenia fino a che le autorità russe non consegneranno alla giustizia gli autori delle purghe contro i gay e degli altri crimini correlati. Le primissime notizie delle persecuzioni sono state denunciate da Novaya Gazeta. Il quotidiano indipendente russo, il 1 aprile, ha riportato che oltre cento uomini sospettati di essere omosessuali erano stati rapiti, nell’ambito di una campagna coordinata. A quanto si dice, gli uomini sono stati torturati o comunque maltrattati e costretti a svelare l’identità di altre persone LGBTI a loro note. Novaya Gazeta ha affermato di aver verificato le informazioni su almeno tre uomini che sono stati uccisi dai loro carcerieri, anche se affermano che in base alle loro fonti ci sono stati molti altri omicidi.

(Foto credits: Ansa)