Medici senza frontiere: «barattavano farmaci con sesso con prostitute», l’accusa della BBC

di Redazione | 21/06/2018

Medici senza frontiere

L’accusa della BBC è molto precisa: alcuni volontari di Medici senza frontiere che operavano in Africa hanno fatto sesso con delle prostitute del posto, talvolta barattando farmaci. La rivelazione è stata fatta nel corso del programma della giornalista Victoria Derbyshire. Le accuse sono state rivolte sulla base dei racconti di alcune volontarie dell’associazione, che hanno affermato che sarebbe stata una pratica molto diffusa tra i loro colleghi.

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Medici senza frontiere, le accuse di molestie sessuali alla BBC

In un caso, si parla esplicitamente di un volontario anziano di Medici senza frontiere che avrebbe barattato dei farmaci con sesso con delle prostitute del luogo. L’associazione umanitaria, tuttavia, all’interno dei suoi regolamenti vieta tassativamente gli abusi, le molestie e gli sfruttamenti ai danni delle persone del luogo in cui operano i suoi volontari.

Le denunce delle rappresentanti femminili di Medici senza frontiere sono state presentate in forma anonima per motivi legati al corretto proseguimento delle loro mansioni all’interno dell’associazione umanitaria. Tuttavia, va precisato che le accuse sono state rivolte al personale addetto alla logistica e non nei confronti di medici o di infermieri. Le persone accusate sono state definite letteralmente «predatori di sesso».

Medici senza frontiere, sesso con prostitute in Kenya

Ma le accuse non si fermano qui. Una ex dipendente, che ha lavorato presso l’ufficio londinese di Medici senza frontiere, ha detto di aver visto un membro anziano del personale portare delle ragazze negli alloggi destinati a MSF proprio mentre erano in Kenya, nel pieno svolgimento di una missione umanitaria. «Le ragazze – ha affermato la fonte – erano molto giovani e si vociferava che fossero delle prostitute. È implicito che fossero lì per avere rapporti sessuali. E il mio collega che soggiornava all’interno di quella residenza ha ritenuto che quel comportamento fosse normale».

Medici senza frontiere, sesso con prostitute in Africa centrale e molestie a colleghe

La fonte, inoltre, ha ribadito di non essere intervenuta immediatamente per timore reverenziale nei confronti del suo collega anziano, ma che quella era una pratica piuttosto diffusa. La conferma di questo fatto arriva anche da un’altra fonte, che ha parlato di pratiche simili anche in Africa centrale, durante una crisi di HIV in cui Medici senza frontiere è dovuta intervenire. E la cosa, a quanto pare, non riguardava soltanto membri anziani dello staff: «Ho visto uno dei miei colleghi, era un ragazzo molto più giovane – ha affermato la donna -, andare in bagno con una prostituta locale. L’ho conosciuta in uno dei bar del posto, poi mi ha detto che avevano fatto sesso e che lui l’aveva pagata».

La stessa donna ha anche affermato di essersi sentita molestata da alcuni suoi colleghi. Ha raccontato, nella fattispecie, un episodio nel corso del quale – dopo essersi allontanata per un periodo dal suo alloggio – è rientrata e lo ha trovato pieno di preservativi usati. La donna ha detto che aveva riferito il comportamento del collega al suo capo sul campo e che gli era stata offerta una mediazione, ma le era stato anche detto che sarebbe stata licenziata se non avesse sistemato le cose con il suo collega.

Medici senza frontiere ha affermato che c’è molto lavoro da fare per limitare questi casi, che sono stati denunciati anche lo scorso anno. Anche un’altra organizzazione caritatevole, Oxfam, qualche mese fa era stata accusata delle stesse cose. Una pratica censurabile che andrebbe fermata con ogni mezzo e che, invece – purtroppo – si ripete periodicamente.