molestie Tavecchio
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«Mi hanno detto di essere troppo vecchia per venire molestata da Tavecchio»

Il presunto caso di molestie di Carlo Tavecchio alla dirigente della Lazio Femminile Elisabetta Cortani è stato archiviato. Oggi, il New York Times – attraverso il suo corrispondente in Italia Jason Horowitz – ha provato a spiegare le motivazioni di questa scelta da parte della procura di Roma. Secondo i magistrati, infatti, le accuse sono state presentate troppo in ritardo rispetto al periodo in cui sarebbero avvenute le presunte molestie, perché Tavecchio e Cortani si conoscevano troppo bene e il silenzio sulle presunte molestie sarebbe stato protratto troppo a lungo.

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Molestie Tavecchio, caso archiviato: ma Elisabetta Cortani non ci sta

Ma, tra le righe, emerge anche qualcos’altro. A metterlo in evidenza è l’avvocato di Elisabetta Cortani, Domenico Mariani, che ha rilasciato alcune dichiarazioni al New York Times. «Sfortunatamente, questo è quello che è accaduto». Il legale ha anche detto che la procura ha ritenuto incompatibili le accuse di molestie, in parte, anche perché la donna è stata considerata troppo vecchia per potre essere infastidita dalle avances sessuali di Carlo Tavecchio.

«Forse sarò vecchia per loro – ha spiegato la stessa Elisabetta Cortani al New York Times -. Ma posso assicurare che mi sentivo in una posizione di subordinazione, avevo paura. Essere nella stanza di Tavecchio (che è stato presidente della Figc, ndr) significava essere nel cuore del calcio italiano. E in quella stanza la subordinazione e la paura non hanno età».

Sempre secondo il giornalista del New York Times, il caso delle presunte molestie sessuali e le accuse nei confronti di Carlo Tavecchio sono state gestite molto male dalla giustizia italiana. Jason Horowitz ricorda anche il clima difficile in cui vivono le donne italiane, riportando anche la gogna mediatica alla quale è stata sottoposta Asia Argento dopo aver sporto denuncia di molestie contro il produttore Harvey Weinstein.

Presunte molestie Tavecchio: nessuna denuncia a orologeria

L’avvocato della Cortani ha anche affermato che c’è voluto tanto tempo per trovare il coraggio di sporgere quelle accuse (che, secondo la tesi del legale, sarebbero supportate anche da materiale fotografico e da video) perché temeva per il suo legame con Tavecchio e per la sua posizione all’interno della Federazione. Anche la tempistica della denuncia, secondo l’avvocato, non è contestabile. Qualcuno, infatti, aveva avanzato l’ipotesi che la Cortani avesse presentato un’accusa a orologeria, nel momento di disgrazia di Tavecchio, quando – dopo la mancata qualificazione ai mondiali di Russia 2018 da parte dell’Italia – l’intera opinione pubblica chiedeva le sue dimissioni. Elisabetta Cortani, sempre in base a quanto affermato dall’avvocato, aveva iniziato a parlare con le forze dell’ordine delle presunte molestie sessuali molto prima del mese di novembre 2017.

(FOTO: Ansa/Daniel Dal Zennaro)