Mario Draghi
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Mario Draghi mette i fiori nel cannone: da dicembre la Bce non acquisterà più titoli di Stato

La decisione era nell’aria ed era in qualche modo attesa. Mario Draghi ha confermato che la Banca Centrale Europea non acquisterà più titoli di Stato, interrompendo una prassi che lui stesso aveva inaugurato. Lo stop all’acquisto, tuttavia, sarà graduale e si arriverà a quota zero soltanto con la fine dell’anno solare 2018.

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Mario Draghi, l’annuncio della svolta della Bce

Gli acquisti, secondo la Bce, proseguiranno come previsto al ritmo di 30 miliardi di euro al mese fino a tutto settembre, poi, da ottobre, si riduranno a 15 miliardi di euro al mese e andranno avanti fino a dicembre, per poi concludersi. Una operazione che si basa su una attenta revisione dei progressi fatti fino a questo momento sull’inflazione.

«Se necessario, rivedremo la nostra posizione di politica monetaria – ha affermato Draghi in conferenza stampa -. Per una ripresa sostenuta dell’inflazione serve ancora un significativo stimolo monetario e la decisione presa oggi sulla riduzione del Qe mantiene un ampio grado di accomodamento nella politica monetaria».

Draghi ha poi affermato che le incertezze per l’economia della zona Euro sono senz’altro aumentate e in alcuni Paesi questi segnali di debolezza potrebbero manifestarsi fortemente nell’ultimo trimestre. A restare solida, tuttavia, è la forza intrinseca dell’economia europea che dovrebbe tutelare tutti i Paesi coinvolti nella politica economica comune.

Mario Draghi, come influisce la decisione della Bce

La conclusione del Quantitave Easing non influirà, comunque, sull’aumento dei tassi. Il Consiglio direttivo, infatti, si attende che questi ultimi restino al livello attuale almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso per tutto il tempo necessario per assicurare che l’evoluzione dell’inflazione resti allienati con le attuali aspettative di aggiustamento: il tasso principale, pertanto, resta fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%.