Sara Errani squalifica
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Sara Errani, il piatto di tortellini costa caro: il Tas aumenta la squalifica a 10 mesi

Brutte notizia per Sara Errani. La tennista italiana, già finalista al Roland Garros nel 2012, ha appreso il verdetto del Tas di Losanna, che ha rivisto la sentenza di condanna per doping aumentando la pena da due a dieci mesi di squalifica. Sara Errani era stata trovata positiva al letrozolo nel mese di febbraio del 2017. Inizialmente, la sanzione era stata molto più leggera, tant’è che l’atleta aveva ripreso regolarmente a gareggiare. Ora, bisognerà capire se la sentenza sarà retroattiva oppure se la Errani dovrà ripartire con l’attività agonistica nel febbraio del 2019.

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Sara Errani squalifica, un lungo iter giudiziario

Un piatto di tortellini che costò tantissimo alla tennista azzurra. In occasione del controllo antidoping e delle successive analisi, infatti, la Errani si difese, sostenendo che il letrazolo altro non era che un farmaco utilizzato dalla madre e che era finito per sbaglio – a causa del contatto – all’interno del suo piatto di tortellini consumato proprio all’interno dell’abitazione della madre.

Sara Errani squalifica, tortellini fatali

Secondo i giudici del tribunale di Losanna, che hanno accolto il ricorso presentato da NADO Italia (un’agenzia antidoping indipendente), Sara Errani non ha potuto dimostrare oltre ogni dubbio di aver assunto la sostanza attraverso una contaminazione alimentare. Tuttavia, come viene chiarito nella sentenza, l’assunzione dei farmaci non è stata assolutamente volontaria: la squalifica dipende esclusivamente dal fatto di aver assunto la sostanza dopante e non dall’averlo fatto in maniera dolosa.

La tennista Sara Errani, inoltre, dovrà pagare 4000 franchi svizzeri alla Nado e perderà anche tutti i risultati conquistati dopo il ritorno in campo successivo alla prima squalifica.

Sara Errani squalifica: «Nauseata, non so se torno»

«Sono davvero nauseata da questa vicenda – ha scritto su twitter la tennista azzurra -. Trovo una profonda ingiustizia e la voglio gridare a testa alta, perché so di non aver più niente da rimproverarmi Non so se avrò la forza e la voglia di rigiocare a tennis dopo tutto questo. Questo aumento di squalifica lo trovo una vergogna. Sono sette mesi che vivo pensando ed aspettando la sentenza definitiva. Per otto volte mi hanno comunicato una data limite di uscita, per poi rinviarla. Otto volte! – sottolinea – Senza mai darmi la possibilità di vivere e di giocare con la serenità necessaria per questo sport». Sara Errani lamenta proprio il fatto che, proprio nel momento in cui sembrava aver ritrovato il bandolo della matassa, la sentenza sia arrivata a frapporsi come ulteriore ostacolo al prosieguo della sua carrira. «Non ho mai assunto sostanze dopanti – ha detto la Errani -, amo troppo questo sport per poterlo fare. Il Tas non ha fatto altro che ribadire che l’assunzione è stata involontaria».

Alle parole della tennista sono seguite quelle del presidente della Federazione Italiana di Tennis Angelo Binaghi: «ll fatto che il Tas abbia emesso questa sentenza iniqua sei mesi dopo la data che lo stesso organo giudicante aveva annunciato rappresenta una grave violazione dei diritti dell’atleta che si è vista privata della serenità necessaria a svolgere la sua professione di tennista ormai da un anno a mezzo – ha affermato -. Il tutto a causa dell’assunzione di una sostanza che lo stesso Tas ha valutato come involontaria. Sono convinto che Sara supererà questo momento difficile e la aspettiamo in campo»