La ministra Stefani, l’esperienza del coma e il ricordo dell’aldilà

di Redazione | 08/06/2018

stefani

È un’esperienza certamente singolare, terribile ma da un particolare punto di vista anche «piacevole», quella vissuta pochi anni fa dalla ministra Erika Stefani, senatrice dal 2013, da pochi giorni responsabile nel governo Conte per gli Affari regionali e le Autonomie. Nel 2012 l’esponente della Lega, oggi 46 enne, restò per quattro giorni in coma, ma ha ancora fissate in mente le immagini di quelle ore. «Mi sentivo in un dipinto di Mondrian, era molto piacevole», è stato il suo racconto.

La ministra Erika Stefani e l’esperienza del coma: «Mi sentivo in un dipinto di Mondrian»

Ha ricordato la storia oggi Franco Bechis sul quotidiano Il Tempo. Era il 12 gennaio di sei anni fa, Stefani si trovava in palestra, aveva da poco finito una seduta di spinning, si era seduta a fare qualche esercizio con i pesi, quando ebbe «la sensazione che si fosse spenta la luce». In realtà non c’era stato nessun black out, nessun guasto. Non vedeva più perché una sua arteria di era dilatata fino a scoppiare. Le diagnosticarono un aneurisma cerebrale. Stefani finì subito in sala operatoria, dove il professore Lorenzo Volpin riuscì a salvarle la vita con un intervento durato oltre 4 ore. Dall’operazione la paziente uscì in coma, che sarebbe durato quattro giorni. Si legge sul Tempo:

Quando si è svegliata Erika ha raccontato ai familiari di averli vissuti quei giorni, e di avere fisse le immagini in mente. Due anni dopo – era già senatrice – lo ha fatto anche pubblicamente in un’intervista. Non è scesa nei particolari custoditi solo dai familiari, ma ha spiegato di avere avuto coscienza del lungo sogno vissuto. Vedeva se stessa dentro un dipinto, con davanti «dei quadrati di colore, come nei quadri di Mondrian, che si scioglievano e poi lentamente cominciavano a mischiarsi, ruotando in un vortice. Era una sensazione piacevole». Inebriata da quelle immagini aperti gli occhi e visti subito papà e mamma che la assistevano, ricordava i quattro giorni di coma, ma non cosa era accaduto e perché era arrivata lì. Sulle prime ha pensato di avere avuto un brutto incidente in moto, ma poi si è vista gambe e braccia a posto, e non poteva essere.

C’è voluto ancora qualche giorno per potersi alzare e guardarsi allo specchio. «Quando si sfida la morte e si vince la partita – è il messaggio dell’attuale ministra – , se per certi versi ci si sente più forti, per altri si è più consci dei propri limiti. E si assapora di più la rinnovata esistenza. Che in ogni istante non va mai sprecata…».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / GIUSEPPE LAMI)