Matteo Salvini non ha capito l’editoriale del New York Times

di Andrea Mollica | 07/06/2018

Salvini

Matteo Salvini, con diversi giorni di ritardo, ha attaccato con durezza un editoriale scritto da un commentatore del New York Times, Roger Cohen, sul nuovo governo italiano. Su Facebook e Twitter il ministro degli Interni ha condiviso un pezzo del Giornale, che lo riprende in modo decisamente parziale, corredato di questa frase: «Altro fango dei “poteri forti”, altro orgoglio per me!!!».

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Salvini attacca il New York Times perché non ha capito l’editoriale di Roger Cohen

A parte il sincero fastidio per una affermazione dal vago ricordo mussoliano, l’infausto «Molti nemici, molto onore», Salvini avrebbe dovuto in realtà leggere, o far leggere al suo staff, l’editoriale di Roger Cohen pubblicato sul New York Times per evitare di scrivere l’insensatezza che ha condiviso sui suoi social media. Il commento del NYT contiene sicuramente espressioni molto severe contro il nuogo governo Conte, ma in realtà il disgusto di Cohen serve per elogiare un esecutivo che può scuotere l’Europa, il potere forte vero, che non comprende le difficoltà dell’Italia. Tanto che il suo pezzo si intitola un applauso per il governo Conte. Riportiamo quanto scritto in precedenza da un nostro articolo:

Sul prestigioso giornale americano si spiega che i due partiti al governo, Lega e M5s, «mettono insieme bigottismo e incompetenza a un livello inusitato». «Sono un branco di miserabili sollevati dalla marea antiliberale globale», si legge. Per farla breve, è la riflessione dell’autore dell’articolo, «non vedo niente nella Lega o nel Movimento 5 stelle diffuso via Internet che non mi disgusti». Eppure, i due capi politici, Matteo Salvini e Luigi Di Maio («leader del Movimento 5 Stelle, che diventerà ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico non avendo mai svolto un lavoro che valga tale nome») «hanno ragione». «Sono sulla pista giusta e per questo hanno vinto, proprio come Trump ha vinto perché ha intuito una rabbia che stava filtrando e che troppi liberali avevano ignorato». «Hanno ragione che quasi tre decenni di globalizzazione dalla fine della Guerra Fredda hanno lasciato troppe persone in troppe democrazie occidentali, affamate di speranza o addirittura di una voce, e hanno dato loro l’impressione che il sistema fosse manipolato dalle élite di Bruxelles o altri centri». Cohen spiega che è meglio vedere fallire M5S e Lega al potere, vederli a governare il caos, piuttosto che vederli inveire dall’esterno. «È meglio che perdano il loro sostegno e non che lo ottengano attraverso spacconerie»