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Juncker precisa che le sue parole sugli italiani troppo corrotti e poco lavoratori si riferivano ai problemi del Sud

Jean-Claude Juncker ha precisato attraverso una delle sue portavoci il virgolettato attribuitogli da The Guardian, che ha creato una fortissima polemica politica proprio nelle ore in cui è stato formato il nuovo governo Conte, appoggiato da due forze tendenzialmente euroscettiche, seppur in modo diverso.

JEAN-CLAUDE JUNCKER PRECISA LE SUE PAROLE SULL’ITALIA

Secondo The Guardian il presidente della Commissione UE aveva detto, durante un convegno a porte chiuse, che «amo profondamente la ‘”bella Italia”(detto in italiano, ndr) ma non accetto che ogni cosa che va male nel Mezzogiorno sia spiegato con il fatto che l’Ue o la Commissione Europea non farebbero abbastanza. Sono gli italiani a doversi occupare delle regioni più povere dell’Italia. Il che significa più lavoro, meno corruzione e serietà. Ho piena fiducia nel genio degli italiani. Li aiuteremo, come abbiamo sempre fatto, ma basta con questo giochino di addossare le responsabilità sull’Ue. Un Paese è un Paese, una nazione è una nazione, prima vengono le nazioni e poi l’Europa». The Guardian aveva sintetizzato le dichiarazioni di Juncker con un titolo piuttosto brutale, «Gli italiani devono lavorare di più ed essere meno corrotti», che ha generato richieste di chiarimenti e dimissioni.

 

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BELGA PHOTO DIRK WAEM (Credit Image: © Dirk Waem/Belga via ZUMA Press)

COSA HA DETTO JUNCKER SULL’ITALIA

 

La vice portavoce del presidente della Commissione, Mina Andreeva, ha twittato un chiarimento sulle parole di Juncker. «Le parole attribuite al presidente Juncker  sull’Italia sono state prese fuori contesto. In una sessione a porte chiuse di domande e risposte, il presidente Juncker si riferiva ai problemi strutturali dell’area del Mezzogiorno dove l’UE si è impegnata molto per mobilitare fondi comunitari capaci di generare crescita e occupazione. Il recepimento dei fondi UE può essere migliorato così da migliorare la percezione dei cittadini più rapidamente. L’UE continuerà a collaborare con l’Italia affinché sia assicurato che l’aiuto arrivi nelle aree dove c’è maggiore necessità. Lo sviluppo delle politiche per le sue regioni così come la loro adozione sul campo è e rimarrà di responsabilità delle autorità italiane. La lotta contro la coruzione è una priorità dell’UE e deve essere affrontata a ogni livello», ha twittato una delle portavoci di Juncker.