Germania
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Alessio Zampini, il tatuatore che vieta l’ingresso ai tedeschi nel suo negozio

Alessio Zampini è in lotta contro la Germania. Motivi personali, principalmente, ma anche politici, che hanno fatto esplodere una protesta che il tatuatore di Ferrara, con un negozio in via Bologna, smentisce essere razzista.

IL TATUATORE CHE VIETA L’INGRESSO AI CLIENTI TEDESCHI CONTRO LE POLITICHE NAZISTE DELLA GERMANIA

Zampini ha collocato un cartello all’ingresso del locale di Ferrara dove pratica i tatuaggi in cui vieta l’ingresso ai tedeschi. La decisione è stata presa per la rabbia suscitata dalla crisi politica italiana, che secondo il tatuatore è aggravata dalla Germania. «Mi prendo piena responsabilità per il mio cartello che è ben più di una provocazione: il mio lavoro richiede precisione e concentrazione e non sarei sereno a lavorare con persone tedesche. La situazione politica centra, è ovvio, perché è l’ennesima dimostrazione di come l’Italia e altri paesi siano succubi della Germania, ma tutto nasce dalla mia situazione familiare», spiega a Estense.com. Nel cartello il tatuatore accusa la Germania di praticare politiche naziste, ma Zampini non si riferisce solo all’euro. Come racconta al sito di Ferrara Estense.com, Alessio Zampini ha avuto una figlia con una compagna tedesca, che ora però non vede da più di un anno per i molti vincoli posti dallo  Jugendamt, l’ufficio federale che tutela i minori nati in Germania.

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(Credit Image: © Sachelle Babbar via ZUMA Wire)

«Sette anni fa ho avuto una bambina con una donna tedesca, che mi ha lasciato prima che nascesse nostra figlia, ma l’ho riconosciuta e dovrei avere tutti i diritti da genitore che mi riconosce l’Unione Europea per visitarla, eppure il servizio sociale tedesco mi vieta di incontrarla e vederla…Anche se non mi fanno vedere mia figlia da più di un anno, se smettessi di pagare potrebbero far emettere un mandato di arresto europeo. Sono considerato un genitore di serie C, ma non sono l’unico», dice Zampini a Estense.com.