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Casapound, un arresto e cinque indagati a Torino

Casapound è di nuovo al centro di indagini per presunte violenze compiute dai suoi militanti. La procura di Torino ha disposto l’arresto di una persona e ha indagato altri cinque militanti del movimento neofascista guidato da Gianluca Iannone e Simone Di Stefano, su diverse ipotesi di reato: lesioni aggravate, detenzione di armi e apologia di fascismo.

CasaPound, indagini a Torino per lesioni aggravate, detenzioni di armi e apologia di fascismo

Tra gli indagati c’è anche il segretario provinciale torinese Matteo Rossino, che ha preferito non commentare le perquisizioni decise dai magistrati, che hanno permesso il ritrovamento di mazze, manganelli, coltelli, taser e una bomboletta con spray urticante catalogata come arma da guerra. Questa ultima arma detenuta illegalmente è costata il fermo a Pasquale Calabrò. Nella sede di Casapound, perquisita per la prima volta, c’erano bandiere con fasci littori e l’aquila della Repubblica sociale italiana. E ancora 14 mazze di legno, una di queste ancora insanguinata. Secondo La Stampa di Torino, potrebbe trattarsi di quella utilizzata proprio durante l’aggressione che ha fatto scattare le indagini. I magistrati indagano sulla violenza subita da un militante di CasaPound, che aveva scagliato un pugno contro Matteo Rossino durante una manifestazione.

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ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Alcune ore dopo il litigio avvenuto durante una manifestazione del movimento neofascista questa persona è stata aggredita vicino alla sede di CasaPound. Il coordinatore regionale Marco Racca parla di«caso mediatico che si sgonfierà nelle aule giudiziarie. Tutti gli oggetti ritrovati sono in libera vendita», come riporta La Stampa.