Beatrice Lorenzin: «Oggi più che ministro mi sento partigiana»

di Redazione | 29/05/2018

beatrice lorenzin

«Oggi più che ministro della Salute mi sento una cittadina italiana ingaggiata sul fronte della difesa della nostra Repubblica, della difesa dei nostri valori per cui hanno combattuto i nostri nonni e sulla tenuta dei conti delle famiglie italiane che vedo messi seriamente a rischio». Beatrice Lorenzin, deputata e leader di Civica e Popolare, spiega così a Radio Cusano Campus: «Mi sento come una partigiana».

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«È uno dei momenti della vita di un Paese che accadono pochissime volte. Credo che una fase come questa – rincara – ci sia stata solo dopo la 2 Guerra mondiale. Non può essere sottovalutato questo attacco al Presidente della Repubblica, nonostante i due protagonisti dell’attacco sembra siano usciti fuori da una macchietta fumettistica. Purtroppo però non è un fumetto, è la realtà». «Questo – aggiunge – è un attacco al cuore della democrazia del Paese, inaccettabile nei toni e nelle forme. In queste ore leggo delle bischerate su Twitter, anche da parte di personalità come Meloni e Salvini che non conoscono l’economia, oppure mentono sapendo di mentire».

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A Di Maio e Salvini, Lorenzin rimprovera che «sono entrambi complici di questa situazione. Il nome di Savona era il simbolo di una visione no-Euro. Perché Salvini ha stressato così la situazione? Gli era stato proposto un ministro della Lega e lui ha detto di no. Io penso che Salvini sia molto cinico e che voglia giocarsi una partita estrema, ha voluto la rottura per andare ad elezioni, cercare di fare cappotto in nome della Le Pen e arrivare fino alle elezioni europee facendo un fronte nuovo con la Le Pen, dalla conquista dell’Italia alla conquista dell’Europa».

A Berlusconi invece manda a dire, dopo aver ricordato «ho militato tanti anni in Forza Italia, che è un partito popolare ed europeista che Forza Italia deve prendere decisioni diverse dal suo alleato lepenista anziché restare con lui per mantenere un’unità di un centrodestra che in questo momento non esiste più».

(Foto: ANSA / CLAUDIO PERI)