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Dai mutui alle auto: quanto impatta la politica sulle tasche degli italiani

State pensando di comprare o vendere casa? Fatelo subito, prima che sia troppo tardi. Oggi Gino Pagliuca su Il Corriere della Sera, fa una lucida analisi su cosa rischiano gli italiani a causa dell’instabilità politica. “L’aumento del tasso dei titoli di Stato non è tanto un problema per chi ce li ha in portafoglio – spiega – anzi se non è costretto a vendere e se i i titoli sono a tasso fisso basta tenerli sino a scadenza e il rendimento rimane quello atteso; se sono a tasso variabile la loro performance, sempre se non li si vende prima della scadenza, presumibilmente diventerà migliore”. L’impatto sarà su altri settori.

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In sintesi ecco cosa produce l’instabilità politica nella nostra quotidianità:

 

  • Mutuo da 120 mila euro, la rata cresce di 50 euro – I nuovi mutui costeranno probabilmente di più da subito. In genere le condizioni vengono stabilite a fine mese e quindi sarà necessario aspettare tutta la prossima settimana per valutare gli effetti sul mercato.
  • Sui finanziamenti variabili la «zavorra» dell’Euribor – Discorso diverso per chi ha un mutuo variabile, anche se il problema non appare immediato. Questo tipo di finanziamento infatti è di norma indicizzato al tasso interbancario Euribor, che attualmente si trova in territorio negativo
  • Investire in appartamenti sarà meno conveniente – Se ora i titoli di Stato hanno performance più competitive per gli  investitori l’acquisto di un appartamento da dare in locazione potrebbe avere meno appeal. E non finisce qui. Non si può certo escludere che la necessità di trovare le coperture per il debito porti a scegliere una strada già percorsa con successo per le casse pubbliche e con esiti molto pesanti per il mercato del mattone: aumentare le imposte, deprimendo così rendimenti netti, facendo fuggire gli investitori e diminuire i prezzi.
  • Buoni del Tesoro, la scelta di arrivare alla scadenza – Chi ha comprato negli ultimi anni vendendo deve mettere in conto una perdita in conto capitale anche non indifferente. Ma vale la pena? Se non si ha bisogno di realizzare subito è meglio tenere i titoli fino alla scadenza
  • Per le società in difficoltà il rischio del rientro dal fido – Se la crisi dello spread si aggravasse il costo del denaro salirà perché le banche saranno costrette ad aumentare il margine di intermediazione per fare fronte alla svalutazione dei titoli di Stato che hanno in carico. A rischiare di più sono le imprese, che dovranno dire addio alle condizioni di credito attuali
  • Più caro il credito per auto e ristrutturazioni edilizie – Contano molto le motivazioni del prestito, la somma
    richiesta e la durata del prestito: ad esempio il credito finalizzato per gli acquisti a rate a fine marzo era offerto, secondo Banca d’Italia, a un tasso medio del 9,36%, il credito personale al 9,94%, il credito revolving al 16,14%. Un incremento dei tassi dei crediti senza garanzia reale potrebbe avere conseguenze non indifferenti soprattutto sul mercato delle ristrutturazioni edilizie e su quello delle auto nuove, acquistate con finanziamento in sette casi su dieci

 

(Foto Ansa / Alessandro Bianchi)