«La carne prodotta in Italia è quella di migliore qualità»

di Redazione | 24/05/2018

carne bovina

Lo sapevate che la carne bovina prodotta e consumata in Italia è la tra le più buone al mondo? Sicuramente sì, almeno per chi ha avuto la fortuna di assaggiarla in uno dei distretti simbolo, dal Piemonte alla Toscana, solo per fare due esempi. Quello che forse non sapevate è che è senza dubbio anche tra le più sicure e le più controllate. Quando vi capita, quindi, di andare al supermercato e vedere sull’etichetta della confezione di carne «nato, allevato e prodotto in Italia», state tranquilli: state acquistando un prodotto di alta qualità, che ha passato vari step di controlli, garantiti dal funzionamento di una delle filiere più qualitative al mondo e da accurati sistemi di prevenzione veterinaria.

Ne abbiamo parlato con Carlo Angelo Sgoifo Rossi, professore presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie per la Salute, la Produzione Animale e la Sicurezza Alimentare dell’Università degli Studi di Milano, con una profonda esperienza nel settore dell’allevamento bovino e nella qualità dei prodotti derivati.

Professor Sgoifo Rossi, se dovesse dare un giudizio, qual è la qualità della carne che mangiamo oggi in Italia, specie se rapportata ad altri Paesi?
La carne prodotta in Italia è senza alcun dubbio di elevatissima qualità dal momento che conoscendo nei dettagli le modalità produttive degli altri Paesi posso con certezza affermare che il nostro sistema di allevamento eccelle sia per le modalità di alimentazione che di benessere animale, fattori alla base di una carne con pregevoli caratteristiche sia sensoriali che igienico sanitarie.

Come funziona la filiera della carne bovina? Quali sono i punti di forza e le criticità oggi? 

Il sistema produttivo Italiano si basa sull’allevamento di razze da carne tra le migliori al mondo e risulta senza incertezze tra i più controllati e mirati all’ottenimento di carne con il giusto contenuto lipidico (né magra né troppo grassa) ma al contempo tenera e saporita. Le criticità sono senza dubbio la mancanza di una corretta informazione del consumatore su come viene condotto l’allevamento in Italia e su come le modalità produttive influenzano le caratteristiche qualitative e dietetico nutrizionali della carne. Un aspetto certamente migliorabile è invece e senza dubbio la durata della frollatura, in grado di migliorare notevolmente la soddisfazione sensoriale del consumatore ma verso la quale il comparto sta già sviluppando una crescente attenzione. La ripopolazione del nostro patrimonio di vacche nutrici rappresenta inoltre una necessità sia per ridurre la dipendenza italiana da paesi esteri per l’approvvigionamento di animali da ingrassare, sia per realizzare filiere di qualità basate su un prodotto integralmente italiano e in grado di valorizzare i territori della bassa montagna e dell’alta collina oramai in degrado nel nostro Paese.

Quali sono le caratteristiche del sistema di controllo e prevenzione, sia a livello nazionale che europeo? E cosa caratterizza l’Italia sotto questo aspetto? 

Il sistema Europeo e ancor più quello nazionale sono estremamente efficienti e ciò emerge chiaramente sia dal quadro normativo che caratterizza il comparto in Italia (Tabella 1) che l’attività del Sistema di allerta rapido (Tabella 2).

Si sente di affermare che la carne che gli italiani mangiano nei ristoranti o acquistano nei supermercati e in macelleria è sicura e di buona qualità? 

Assolutamente si! ….e senza incertezze.
Qual è lo s«tato, anche dal punto di vista economico, in cui versa il settore della carne bovina in Italia? 
Come tutte le attività produttive in un mercato oramai globalizzato anche per i prodotti freschi e a bassa conservabilità, la competitività è notevole ma i sistemi produttivi che investono nel miglioramento dell’efficienza e del benessere ma in particolar modo sulla qualificazione del prodotto finale carne riusciranno a realizzare marginalità.