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Di Maio promette che il Tav non si farà (ma non si sa come)

Il capo politico del M5S Luigi Di Maio ha commentato l’approvazione del contratto di governo a Ivrea, città simbolo della famiglia Casaleggio, riservando un momento alla questione della linea dell’alta velocità Torino-Lione: “Nel contratto c’è il blocco della Tav in Val di Susa. Un’opera inutile, poteva servire 30 anni fa ma oggi non serve più“.

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Al di là della bontà delle parole di Di Maio sulla reale intenzione del governo giallo-verde su un tema sensibile come quello del Tav, il problema è capire come si riuscirà a rendere operativa tale decisione.

Nelle 60 pagine del contratto di governo, lo spazio dedicato al Tav è presente nel paragrafo dei trasporti ma occupa solo tre righe:

Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, ci impegniamo a ridiscuterne integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo tra Italia e Francia

L’appello a ridiscutere l’accordo tra Italia e Francia è stato commentato dalla deputata torinese del Movimento Laura Castelli: “Rende più forte la nostra lotta perché appellarsi all’accordo tra Italia e Francia è modo concreto per evidenziare l’inesistenza del presupposto alla realizzazione dell’opera. È scritto all’articolo 1 dell’accordo che richiede la saturazione (traffico minimo per giustificare l’opera)”.

Sembra chiaro che ridiscutere non implichi in maniera diretta la sospensione dei lavori, anche perché si stima che per completare l’opera servano circa 2,8 miliardi di euro, mentre la cancellazione del progetto, tra rimborsi agli appaltatori, le penali riguardo all’accordo e il resto potrebbe costare 2 miliardi.

Senza un piano preciso e dettagliato, la sensazione è che quelle di Di Maio possano restare parole al vento.

(Foto credits: Ansa)

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