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La bufala di Alessandro Di Battista sulla congiura dello spread

Alessandro Di Battista, nonostante l’imminente partenza per il suo viaggio in California e nell’America Centrale e del Sud, interviene in modo costante in difesa dell’alleanza tra M5S e Lega.

Alessandro Di Battista ripete la bufala della congiura dello spread di Renato Brunetta

Le anticipazioni del contratto di governo sul meccanismo di addio all’euro da inserire nei Trattati UE e la richiesta alla Bce di scontare 250 miliardi di titoli di debito pubblico acquistati con il QE hanno suscitato una forte reazione dei mercati dei capitali, contro la quale si è scagliato l’ex parlamentare M5S, ancora oggi il più seguito e probabilmente amato nella base pentastellata. «Avete il dovere di ascoltare le grida di dolore dei cittadini e non le velate minacce dei congiurati dello spread terrorizzati dall’ipotesi di un governo che torni ad occuparsi dei diritti economici e sociali degli italiani (proprio quei diritti smantellati dalla sedicente sinistra). Ascoltate quel che si dice nei bar, nei mercati (quelli rionali), negli uffici dei piccoli imprenditori, nelle Università o in fila dal medico di base, non quello che esce da qualche consiglio di amministrazione di una banca d’affari» , ha scritto ieri su Facebook in un posto molto apprezzato.

Di Battista e la congiura dello spread descritta nel libro di Brunetta preso in giro da Travaglio

L’elemento più divertente dell’intervento di Di Battista è però un altro, ovvero la ripetizione della bufala del complotto dello spread che ha fatto cadere il governo Berlusconi. «Sapete quel che penso di Berlusconi ma una cosa la voglio dire: l’ultimo governo Berlusconi – un governo per me pessimo – è stato l’ultimo governo nato da un voto popolare. E più che gli scandali di B. è stata la congiura dello spread ad averlo abbattuto», scrive Di Battista sul suo profilo Facebook, che ha svolto una curiosa imitazione del miglior Renato Brunetta. Oggi Marco Travaglio sfotte l’ex ministro di Forza Italia per il suo intervento allarmato sullo spread, dopo che ha scritto un libro, “Berlusconi deve cadere. Cronaca di un complotto”, dedicato a come i mercati internazionali abbiano tramato per togliere il leader di Forza Italia dalla presidenza del Consiglio.

La congiura dello spread, raro trait d’union tra Di Battista e Brunetta, ovviamente non esiste, così come è falso che il governo Berlusconi sia l’ultimo governo nato da un voto popolare, qualsiasi cosa significhi questa frase. Nel 2011 i mercati dei capitali erano sempre più scettici sulle capacità degli Stati periferici dell’eurozona di ripagare i loro debiti, e il costo del suo servizio aumentò di conseguenza. Queste preoccupazioni non colpirono solo Berlusconi, ma anzi l’Italia fu uno dei Paesi in eurocrisi a esser meno colpito dalla speculazione finanziaria, visto che a differenza di Grecia, Portogallo e Irlanda non ha dovuto chiedere l’assistenza finanziaria di Fmi, Ue e Bce.


ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Caduto Berlusconi in realtà il costo del debito per l’Italia scese solo leggermente, e dopo che nell’estate del 2012 la crisi dello spread sembrava sul punto di materializzarsi, quando il governo del Pdl e della Lega era ormai solo un ricordo, l’intervento della Bce col programma Omt stabilizzò la situazione, con una graduale uscita dalla crisi finanziaria. Appare davvero curioso come Di Battista attacchi la congiura dello spread, visto che senza la traumatica fine del governo Berlusconi e gli interventi assai impopolari introdotti dal governo Monti per superare la crisi finanziaria il M5S non avrebbe mai ottenuto il successo elettorale che l’ha portato a diventare il primo partito italiano.