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Raiola sotto indagine della Federcalcio: anche i procuratori possono subire un provvedimento disciplinare

Un chiaro messaggio al «sistema» messo in piedi dai procuratori dei calciatori che militano nel campionato italiano. C’è una indagine che riguarda Mino Raiola, agente – tra gli altri – di Mario Balotelli e di Gianluigi Donnarumma -, fatta partire dalla Figc. Il procuratore federale Giuseppe Pecoraro – secondo quanto riportato oggi da Carlo Tecce sul Fatto Quotidiano – avrebbe inviato a tre indirizzi internazionali i documenti che attestano l’apertura di un’indagine per la violazione del codice di giustizia sportiva.

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Indagine Raiola da parte della Figc, cosa è successo

In modo particolare, l’indagine Raiola riguarda gli insulti che il procuratore ha rivolto al sistema del calcio italiano dopo la mancata convocazione in nazionale di Mario Balotelli. Lo scorso 20 marzo Mino Raiola aveva dichiarato: «Abbiamo una Federazione che fa schifo, è molto scarsa, molto debole, non ha idee di cosa fare. Dovremmo prima cercare un direttore sportivo, poi fare un piano tecnico, non cercare un tecnico e farci un piano».

Indagine Raiola, cosa contesta la procura federale

A Mino Raiola viene contestata, da parte della procura federale, la violazione dell’articolo 5 del codice di giustizia sportiva, ovvero «dichiarazioni lesive contro l’istituzione». Ma il messaggio, sempre secondo il Fatto Quotidiano, è molto più profondo: non si tratta della multa da qualche decina di migliaia di euro che Mino Raiola potrebbe pagare senza alcun problema, visti i suoi incassi milionari; la questione riguarda il fatto che anche gli agenti dei calciatori possono essere perseguiti dalla procura federale. Un’operazione che va dritto all’attacco del sistema proposto da questi professionisti che, attraverso le transazioni milionarie che gestiscono, condizionano pesantemente i campionati.

Sempre secondo il Fatto Quotidiano, poi, Mino Raiola sarebbe finito anche nel mirino del fisco olandese: l’agente ha la base a Montecarlo e la sede della sua azienda in Irlanda, quindi si stanno ponendo delle domande in merito al pagamento delle sue tasse. Una sorta di fuoco incrociato, insomma, che ha come bersaglio il più potente dei procuratori. L’epilogo deve essere ancora scritto.