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Bimbi non vaccinati esclusi dall’asilo, al Senato un ddl per cambiare il decreto Lorenzin

Ai bimbi non vaccinati non sia impedita l’iscrizione ad asilo nido e scuola dell’infanzia. È l’obiettivo di un disegno di legge presentato il 14 maggio al Senato dal gruppo della Lega per modificare il decreto legge Lorenzin, il testo che la scorsa estate ha esteso da esteso da 4 a 10 le vaccinazioni obbligatorie a scuola e contro il quale si sono schierati nei mesi scorsi sia il Carroccio che il Movimento 5 Stelle. La proposta depositata a Palazzo Madama dai senatori leghisti intende scardinare il provvedimento in vigore impedendo l’allontanamento dei piccoli di età compresa tra 0 e 6 anni che non risultano in regola con le immunizzazioni.

L’esclusione dei bimbi non vaccinati da nido e scuola dell’infanzia

Paolo Arrigoni, primo firmatario del ddl, considera l’esclusione discriminatoria, irrazionale e ingiustificata. «L’esclusione dai servizi educativi e dalle scuole dell’infanzia dei minori non vaccinati della fascia d’età 0-6 anni quale provvedimento sanzionatorio previsto dal decreto legge Lorenzin – ha affermato il senatore della Lega – è del tutto discriminatorio, irrazionale e ingiustificato in assenza di motivi sanitari. Questa misura coercitiva è inaccettabile, anche perché crea una disparità di trattamento rispetto ai minori di età compresa tra 6 e 16 anni ai quali la cacciata da scuola non si applica per il medesimo inadempimento, e rompe il patto di fiducia tra cittadini e istituzioni, creando le premesse per la nascita di conflitti sociali». Il disegno di legge prevede la modifica degli articoli 3 e 3-bis del decreto Lorenzin per fare in modo che la mancata presentazione della documentazione sulla vaccinazione non costituisca più requisito di accesso e non comporti la decadenza dell’iscrizione al nido e alla scuola dell’infanzia a partire dal 2019.

I vaccini monocomponente

Nel disegno di legge è prevista anche la modifica dell’articolo 1 del Lorenzin per «consentire ai soggetti immunizzati da malattia naturale di adempiere alle profilassi vaccinali potendo effettivamente ricorrere alla somministrazione dei vaccini monocomponente», che oggi non sono disponibili. «la strategia vaccinale – ha detto ancora Arrigoni – deve essere adeguata alle reali condizioni epidemiologiche ed alle esigenze della popolazione pediatrica, con particolare attenzione al bilancio tra benefici e rischi per ciascun singolo bambino». «Per questa ragione – ha continuato il senatore leghista – i soggetti già immunizzati da malattia naturale non devono essere costretti a subire le vaccinazioni solo per carenza di vaccini monocomponente da parte del Servizio sanitario nazionale, il quale ha anzi l’obbligo di tutelare la salute dei cittadini fornendo le giuste formulazioni vaccinali».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit immagine: ANSA / CIRO FUSCO)

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