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Fake news, i millennials che non ti aspetti: sono i più propensi a cercare fonti attendibili

Forse perché più abituati alle gimcane tra i social media, forse perché consapevoli dei tranelli della rete, i millennials sono i più affidabili frequentatori di internet che cercano di contrastare le fake news. Lo fanno cercando fonti più attendibili le notizie che, magari, hanno letto proprio sui social network. È uno dei risultati della ricerca della digital company Teads, intitolata In news We Trust.

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Fake news, i risultati della ricerca di Teads

Nel dettaglio, l’84% degli intervistati tra i 16 e i 34 anni ha dichiarato di ricercare siti più affidabili a causa delle fake news. Una percentuale che scende nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 54 anni e in quella delle persone che hanno più di 55 anni. Il campione degli intervistati legge le notizie, in media, fino a 5 volte al giorno e preferisce l’informazione online rispetto a quella televisiva.

Proprio l’informazione online è oggetto del contendere, dal momento che in molti (il 62%) ritengono che anche i social network possano rientrare all’interno delle fonti dalle quali attingere notizie. Fonti che, però, a quanto pare, sono da prendere con le pinze. Una vasta percentuale dei soggetti interpellati da Teads sostiene, infatti, che i social network siano particolarmente predisposti al sensazionalismo e alla produzione di fake news.

Fake News, la fiducia nei millennials

In ogni caso, i dati riportati nell’indagine sembrano esprimere un punto di vista decisamente ottimista rispetto agli utenti del web nell’ottica della lotta alle false informazioni e alle bufale. Significativo il fatto che i più giovani siano meglio indirizzati nella ricerca di notizie nel marasma della rete. Si tratta comunque di frequentatori abituali di siti di informazione: il grave problema legato alla diffusione di bufale, infatti, resta quella grande porzione di popolazione che naviga raramente su questi stessi siti e che è più propenso a farsi abbindolare anche dalle notizie più stravaganti. Ma bisogna guardare al futuro con positività. In News We Trust.

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