Russia 2018
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Human Rights Watch denuncia numerose morti sul lavoro nella costruzione degli stadi di Russia 2018

I mondiali di Russia 2018 sono alle porte, gli stadi pronti e gli alberghi di lusso si preparano a ospitare migliaia di tifosi da tutto il mondo. Dietro a questo quadro ottimista si nasconde un lato molto più inquietante.

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L’Ong Human Rights Watch ha presentato martedì 15 maggio il rapporto “Human Rights Guide for Reporters. 2018 Fifa World Cup in Russia” invitando i presenti e i giornalisti ad andare oltre il quadro offerto dalle istituzioni russe.

Ad aprile 2018 i morti sul lavoro sarebbero 21. Si tratta di operai impegnati nei cantieri di Russia 2018. O meglio, di migranti interni o provenienti da paesi ex sovietici e dalla Corea del Nord. I dati sono stati forniti dal sindacato per i lavoratori delle costruzioni e del legno (BWI).

Nell’ordine, le vittime sono state registrate in queste città: 8 a San Pietroburgo; 5 a Volgograd; 4 a Nizhnii Novgorod; 2 a Sochi; 1 a Rostov e 1 a Saransk.

Già nell’ottobre 2016 il segretario generale del BWI aveva denunciato la situazione dello stadio di San Pietroburgo: “Siamo sempre più preoccupati per il numero di incidenti mortali nel sito. Queste tragedie possono essere evitate se le condizioni di sicurezza e di salute saranno rigorosamente applicate“.

Evidentemente, quelle condizioni non sono mai state né applicate né migliorate.

Sempre a San Pietroburgo sono stati segnalati lavoratori provenienti dalla Corea del Nord, come si può leggere dal rapporto di HRW:

Nel marzo 2017 Josimar, una rivista norvegese sul calcio, ha pubblicato un articolo dettagliato sugli operai nordcoreani impegnati nei lavori di costruzione dello stadio di San Pietroburgo. Secondo il Guardian, in seguito a una lettera di quattro associazioni calcistiche norvegesi sulle accuse contenute nell’articolo il presidente della FIFA Gianni Infantino ha risposto con una contro-lettera in cui ha riconosciuto la presenza di lavoratori provenienti dalla Corea del Nord e delle loro precarie condizioni di lavoro. Ha anche affermato che la FIFA e le autorità russe hanno convocato l’appaltatore generale dello stadio per rettificare le preoccupazioni. La FIFA non ha risposto a richieste di informazioni su ciò che è accaduto ai lavoratori nordcoreani

(Foto credits: Ansa)