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Il contratto di governo col M5S costa 70 miliardi di euro, la Lega pensa a finanziarlo «stampando moneta come il Giappone»

Il contratto di governo M5S-Lega ha un costo stimato tra i 60 e i 70 miliardi di euro. La somma di flat tax, reddito di cittadinanza e abolizione della riforma Fornero ha, come era evidente sin dall’inizio della campagna elettorale caratterizzata da queste promesse, un costo esorbitante, a cui si aggiungono altri impegni di spesa, come l’assunzione di poliziotti.

Il contratto di governo M5S- Lega costa già 70 miliardi di euro

Le nuove spese non sono finanziabili in modo realistico, visto che necessiterebbero di tagli ai programmi pubblici così consistenti che in oltre 30 anni non sono mai stati stati effettuati. Come spiega un articolo del Corriere della Sera di domenica 13 maggio 2018, scritto da Marco Cremonesi ed Emanuele Buzzi, nella Lega come nei Cinque Stelle ci sono molti dubbi su un programma così costoso. Al Corriere una fonte leghista, non anonima, spiega come superare le loro preoccupazioni.

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«Però, i leghisti non nascondono qualche preoccupazione: «Ad oggi, questi provvedimenti “stazzano” 60 o 70 miliardi di euro… ». E dove li andranno a prendere? L’idea è quella già annunciata: «Sul deficit abbiamo molti margini — dice uno degli sherpa leghisti —. Dopo anni di cinghia, che aumenti un po’ il deficit…». Ma oltre al 3% previsto dal Patto di stabilità? Il leghista allarga le braccia e scherza: «Massì, facciamo come il Giappone, stampiamo moneta… ». riporta l’articolo del Corriere della Sera.

Contratto di governo M5S-Lega

Si tratta di una riflessione, per quanto confitata appositamente in forma anonima, che non sta né in cielo nè in terra. L’Italia non ha alcun margine sul deficit se vuole rispettare i Trattati europei e i relativi obblighi, il cui rispetto ha favorito misure di fondamentale sollievo per la nostra economia come il Quantitative easing della Bce. Il QE non è esattamente stampare moneta, ma già ha determinato una riduzione del servizio del debito per l’Italia, oltre a una importante ripresa del credito. Un governo M5S-Lega non può neanche pensare di stampare moneta, visto che servirebbe l’uscita dall’euro perché ciò possa accadere, e una banca centrale “comandata” dal potere politico, che nessuna economia sviluppata sostanzialmente ha, neppure in Giappone.