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I deputati ‘responsabili’ di M5S e Forza Italia tentati dal governo neutro

Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno scelto la linea dura: no a qualsiasi governo tecnico. No a qualsiasi esecutivo neutrale, neutro, di servizio o di tregua. A guidare il Paese – ripetono il capo politico del Movimento 5 Stelle e il leader della Lega – devono essere i politici. Altrimenti si torni al voto, subito. Anche a luglio. Non tutti i loro parlamentari, però, gradiscono questa posizione intransigente. Stando a quanto raccontato oggi dal quotidiano La Stampa con un articolo di retroscena di Federico Capurso, alla Camera sarebbero una trentina i grillini pronti a sostenere una guida dei ‘responsabili’.

Governo neutro, deputati di M5S, Lega e Fi potenziali ‘responsabili’

Deputati e senatori che non condannano a priori il governo neutro e che vorrebbero dare una chance al presidente della Repubblica Sergio Mattarella (come dimostrano anche le parole dell’onorevole M5S Pino Cabras) ci sono in tutti i gruppi parlamentari. Ma manca un coordinamento. E il numero dei parlamentari disponibili a valutare il sostegno all’esecutivo non politico non è esiguo. Secondo La Stampa sarebbero una trentina solo tra gli eletti del Movimento 5 Stelle:

Qualcuno ai vertici del Movimento, però, ha iniziato a preoccuparsi e nelle ultime ore ha stilato una lista di 30 parlamentari grillini che potrebbero decidere di non votare in linea con il gruppo (sfiducia ed elezioni a luglio). Alcuni dei trenta sono già stati avvertiti dagli sherpa di Di Maio: «Se seguirai le indicazioni del gruppo, verrai ricandidato. Altrimenti, verrai espulso». Tra loro ci sarebbero alcuni dei ministri indicati da Di Maio prima delle elezioni, che da tempo prendono in considerazione, in una loro chat interna, l’ipotesi di «un buon governo tecnico».

Nel gruppo dei potenziali ‘responsabili’ del M5S ci sarebbero anche un decina di deputati eletti all’uninominale provenienti dalla società civile. Per quanto riguarda invece la Lega ci sarebbero tifosi del governo del Presidente tra gli ex di Forza Italia. Si tratta di un piccolo gruppo che vorrebbe decimare la classe dirigente del M5S per il vincolo dei due mandati. Più grande è il gruppo di parlamentari azzurri che guarda all’esecutivo neutrale come una buona soluzione. In questo caso si ragiona sull’opportunità di rompere la coalizione.

(Foto di copertina: il leader del M5s Luigi Di Maio abbracciato dai colleghi di partito dopo l’elezione di Roberto Fico a presidente della Camera. Credit immagine: ANSA / ETTORE FERRARI)