Tragedia Alpi Svizzere, Tommaso Piccioli spiega che si sarebbe potuta evitare

di Redazione | 02/05/2018

Tragedia Alpi Svizzera, il sopravvissuto Tommaso Piccioli ha raccontato al TG3 e all’ANSA come la strage sulla haute route Chamonix-Zermatt si sarebbe potuta evitare.

Un fermo immagine tratto da un video del Soccorso Alpino mostra il luogo dove alcuni alpinisti sono rimasti bloccati ed in seguito sono morti durante un’escursione, 30 aprile 2018.
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Tragedia Alpi Svizzere, Tommaso Piccioli spiega che si sarebbe potuta evitare la strage sull’haute route Chamonix-Zermatt

 

La gita, alpinisticamente difficile, è infatti partita nonostante condizioni meteo che ne avrebbero consigliato l’annullamento, ed è proseguita con altri gravi errori. «Era una gita difficile non da fare in una giornata dove alle 10 sarebbe iniziato il brutto tempo. Non era neanche da pensarci. A causa del maltempo abbiamo sbagliato strada, quattro o cinque volte. Ho portato avanti il gruppo io perché ero l’unico ad avere un gps funzionante fino a che siamo arrivati a un punto in cui non si poteva più procedere perché con quella visibilità non era possibile».

 

Tommaso Piccioli, sopravvissuto alla tragedia sulle Alpi, in una foto tratta dallo studio associati Piccioli.
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Tragedia Alpi Svizzere,  la testimonianza del sopravvissuto Tommaso Piccioli  sugli errori sull’haute route Chamonix-Zermatt

L’errore fatale è arrivato nella scelta del punto dove sostare. Il gruppo si è infatti fermato, come racconta Tommaso Piccioli al TG3, in una sella, ovvero un valico tra due vallate, invece che di cercare un punto riparato dove scavare un buco. «È arrivata la notte. Ci siamo fermati in una sella e anche quello è stato un errore perché non ci si ferma nelle selle quando c’è il vento. Devi fermarti in un punto riparato e scavare un buco», ha detto il sopravvissuto, un architetto di Milano di origini romagnole.

Un fermo immagine tratto da un video del Soccorso Alpino mostra il luogo dove alcuni alpinisti sono rimasti bloccati ed in seguito sono morti durante un’escursione, 30 aprile 2018.
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Tragedia Alpi Svizzere,  Tommaso Piccioli critica la guida Mario Castiglioni, morto insieme alla moglie ed altre quattro persone

 

Mario Castiglioni, guida alpina che conduceva il gruppo di escursionisti morti dopo essere rimasti bloccati da una bufera di neve nella zona della Pigna d’Arolla, in una foto pubblicata dal suo amico Vittorio Toio Ceriani. L’amico scrive ‘Ciao Mario Castiglioni amico di sempre. Porterò a termine il nostro progetto’.
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Un altro grave errore è stata la mancata informazione sulla difficoltà della gita, organizzata dalla guida Mario Castiglioni, morto nella gita alpinistica sulla haute route Chamonix-Zermatt insieme ad altre cinque persone, tra le quali la moglie dell’alpinista comasco residente in Svizzera.