«Gli studenti facciano alternanza scuola-lavoro anche il 1° maggio», poi il dietrofront

di Redazione | 29/04/2018

Alternanza scuola-lavoro 1 maggio

Dalle 9 alle 17 del 1° maggio – giorno della festa del lavoro – i ragazzi di una quarta superiore di Napoli avrebbero dovuto prestare servizio, nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro, presso il museo del Pio Monte della Misericordia. La legge non lo impedisce e, nei termini indicati dalla riforma de La Buona Scuola, prevede che le attività lavorative possano essere svolte anche «durante la sospensione delle attività didattiche».

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Alternanza scuola-lavoro 1 maggio in un museo di Napoli

Animata dal Collettivo autonomo studenti Garibaldi, però, è montata la protesta. E – alla fine – il museo ha fatto marcia indietro. La norma sullo svolgimento delle attività anche fuori dagli orari scolastici aveva già fatto discutere in passato: qualche settimana fa, nel corso della domenica delle Palme, alcuni studenti erano stati ‘precettati’ per prestare il loro aiuto nel corso delle giornate FAI per la tutela del patrimonio ambientale italiano. E già in quella circostanza c’erano state discussioni animate sull’opportunità di un provvedimento del genere.

Alternanza scuola-lavoro 1 maggio, la marcia indietro

Il Pio Monte della Pietà ha fatto sapere a Il Fatto Quotidiano che le attività degli studenti all’interno del museo – che espone anche un quadro di Caravaggio – sono esclusivamente di supporto al personale dell’ente, che – anzi – è anche responsabile del corretto svolgimento del progetto di alternanza scuola-lavoro. Qualche studente, tuttavia, ha affermato che, in alcune circostanze, sono proprio gli alunni di quarta ad assumersi la responsabilità di condurre le visite guidate, in completa autonomia.

In ogni caso, dopo una serie di proteste – i ragazzi avevano anche minacciato di indossare dei cartellini con su scritto «alternanza scuola-sfruttamento», ma poi hanno optato per un sit-in di protesta davanti al museo. È stata proprio questa azione a far cambiare idea all’ente che ha annullato la convocazione degli alunni. Per loro il 1° maggio sarà ancora (putroppo per poco) un giorno di festa.