Danilo Toninelli
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Danilo Toninelli non sbaglia quando chiede una flat tax progressiva

Danilo Toninelli ha suscitato molte ironie sugli organi di informazione e sui social media per aver affermato il suo sostegno a una flat tax che rispetti il principio della progressività. «Una flat tax che non svantaggi le fasce più deboli e rispetti il criterio della progressività scolpito nella nostra Costituzione, per noi va bene», ha detto il capogruppo del M5S al Senato, aprendo a una delle proposte più importanti della Lega di Salvini, la tassa piatta con un’unica aliquota al 15% sul reddito.

Danilo Toninelli non sbaglia quando chiede una flat tax progressiva

Una flat tax, quindi con una sola aliquota, che sia progressiva sembra un controsenso. In realtà, per come funziona il meccanismo dell’imposizione fiscale, esistono modi per rendere progressiva anche un flat tax.

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L’ha spiegato in modo effiace la pagina Facebook de LaVoce.info, il sito di approfondimento economico coordinato dal comitato di redazione composto dai docenti  Paolo Balduzzi, Alessandra Casarico, Francesco Daveri, Silvia Giannini, Fausto Panunzi e Carlo Scarpa.

Il modello fiscale ad aliquota unica può prevedere progressività, solitamente minore rispetto ai modelli a scaglioni (come l’Irpef). Ci riesce grazie a deduzioni o detrazioni applicate sui redditi più bassi, come l’attuale no tax area. Facciamo un esempio:- Flat tax al 25%- Deduzione di 8.000€ – Due persone, 🅰️ e 🅱️, con redditi di 15.000 e 50.000 euro ciascuno

🅰️ pagherà un’imposta di 1.750€ all’anno (11,7 per cento sul reddito totale), mentre a 🅱️ toccherà versare al fisco 10.500€ (più del 20 per cento). Come si può vedere 🅱️ paga molto di più in percentuale rispetto ad 🅰️, nonostante l’aliquota sia la stessa per entrambi. Perché? L’importo della deduzione è molto più efficace su 🅰️, che riesce a dedurre più della metà del suo reddito, che su 🅱️

La deduzione citata nel post della Voce.info è l’agevolazione che consente di ridurre l’imponinibile da tassare. Nell’esempio della Voce.info l’imponibile di 🅰️ diventa 7 mila euro, mentre quello di 🅱️ è 42.000. In questo modo la tassazione complessiva del reddito è diversa in percentuale anche se mantiene un’unica aliquota. Un simile effetto si può ottenere in un sistema di flat tax anche con le detrazioni fiscali, un’agevolazione che riduce il carico fiscale ma non riduce la quantificazione del reddito imponibile come fanno le deduzioni.

 

Danilo Toninelli
Danilo Toninelli nella Loggia d’Onore durante il secondo giorno di consultazioni al Quirinale per la formazione del nuovo governo, Roma, 4 aprile 2018. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Danilo Toninelli difeso da Oscar Giannino sula flat tax progressiva

Come rimarcato anche da Oscar Gianino un altro modo per rendere più progressiva la flat tax è la soglia di incapienza, ovvero il livello di reddito minimo che lo Stato non tassa. Attualmente è 8 mila euro: ciò significa che le aliquote Irpef scattano solo sul reddito che supera questa soglia. «Alcuni giornali ironizzano contro la “flat tax progressiva” definendola un ossimoro da coglioni: ma i coglioni sono loro. Ogni flat tax può diventare progressiva a seconda di soglia incapienza e deduzioni-detrazioni inversamente proporzionali a reddito. Chi lo nega fa propaganda», ha rimarcato il giornalista su Twitter.

 

L’affermazione di Danilo Toninelli sulla flat tax può apparire contradditoria e disinformata, ma in realtà è corretta. Rimane però una rilevante perplessità; una flat tax corretta da un sistema di deduzioni e detrazioni che ne mantengano un carattere progressivo sarebbe una “tassa piatta” solo di nome, che rinuncerebbe anche alla semplificazione che una simile imposizione dovebbe garantire.