Un orso mansueto è stato ucciso per errore nel Parco nazionale d’Abruzzo

di Redazione | 20/04/2018

Orso ucciso

Un orso è stato ucciso per errore nel Parco nazionale d’Abruzzo, in località Lecce nei Marsi. L’orso ucciso è stata catturato per sbaglio. La squadra del parco infatti dava la caccia a un altro esemplare, soprannominato Mario, che nelle ultime settimane aveva terrorizzato gli abitanti per essersi introdotto in un pollaio.

Un orso mansueto è stato ucciso per errore nel Parco nazionale d’Abruzzo

«Dallo scorso febbraio la squadra del parco aveva piazzato una trappola sorvegliata 24 ore su 24, per catturare Mario, un orso che da qualche tempo si fa vedere troppo spesso nei centri abitati di Lecce e Villavallelonga, dove lo scorso maggio era entrato in un pollaio vicino a una casa, aveva mangiato 15 galline, rotto tre recinzioni nella fuga e terrorizzato i proprietari del terreno», come scrive La Repubblica. L’orso ucciso è stato catturato mercoledì notte, ma non era “Mario”, bensì un altro animale, che purtroppo è deceduto dopo la sedazione. Sul sito del Parco nazionale dell’Abruzzo la sua scomparsa seguita alla cattura è descritta in questi termini.

 

Orso ucciso
ANSA

L’orso ucciso è stato catturato per sbaglio

«Seguendo il “Protocollo di cattura meccanica e anestesiologica di orsi bruni marsicani in natura e in cattività” ampiamente collaudato con un’intensa attività di cattura a partire dagli anni ’90, la squadra ha effettuato tutte le procedure necessarie ad anestetizzare l’animale e a metterlo in sicurezza. Già nella prima fase dell’operazione l’animale ha manifestato problemi respiratori che, nonostante le tempestive manovre di rianimazione attuabili in campo, hanno portato al decesso dell’animale nel giro di poco tempo. Si tratta di un giovane maschio che in precedenza non era mai stato marcato né radiocollarato», scrive l’Ente Parco.

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La carcassa dell’orso ucciso è stata trasportata presso il Centro dell’Ente a Pescasseroli in attesa di essere trasferita all’IZS per l’accertamento delle cause di morte. Il presidente del Parco nazionale dell’Abruzzo Antonio Carrara ha dichiarato che «è la prima volta che ci troviamo di fronte ad una emergenza anestesiologica in occasione di una cattura. Per quanto il Protocollo utilizzato riduca al minimo i rischi per l’orso, questi ultimi non si possono in ogni caso escludere totalmente. Confermo la piena fiducia nello staff del Parco e mi auguro che l’analisi necroscopica possa fare piena luce sulle cause di morte.”»