Carceri
|

Carceri. Meno reati e più detenuti, aumentano gli osservati per radicalizzazione

La pubblicazione del XIV rapporto di Antigone presenta diversi dati sulla situazione delle carceri italiane.

Il primo a risaltare è l’aumento del rischio radicalizzazione all’interno degli istituti penitenziari: nel 2016 i detenuti sotto osservazione erano 365, nel 2017 sono aumentati del 72% (506).

LEGGI ANCHE > Il video di Checco Zalone sulle carceri: «Me l’ha chiesto il ministro Orlando perché lui non se lo ca.a nessuno»

Tra coloro che rientrano in un alto livello di allerta, 62 persone sono sospettate o condannate per reati legati al terrorismo islamico. Un rischio che aumenta all’interno dello stesso carcere, come denunciato da Antigone che lamenta l’assenza di luoghi di culto non cattolici.

Dal 31 dicembre 2015 sono anche aumentati i detenuti di 6.059 unità, con un tasso di detenzione di uno ogni mille abitanti. Tuttavia è diminuita la percentuale degli stranieri: “Non c’è un’emergenza stranieri – si legge – non c’è correlazione tra i flussi di migranti in arrivo in Italia e i flussi di migranti che fanno ingresso in carcere“. Di norma, il 39% dei detenuti torna in carcere entro 10 anni.

Il rischio suicidi e di autolesionismo (9.510 casi) rimane alto: nel 2017 hanno perso la vita 52 persone, mentre sono stati 1.135 i tentativi di suicidio.

Il tasso di suicidi (morti ogni 10mila persone) è salito dall’8,3 del 2008 (anno di entrata in vigore della riforma della sanità penitenziaria) al 9,1 del 2017, in numeri assoluti – osserva Antigone – significa passare dai 46 morti nel 2008 ai 52 del 2017“.

(Foto credits: Ansa)