piove in metro New York
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New York come Roma: pioggia torrenziale nella metro | FOTO e VIDEO

Mal comune, mezzo gaudio. Peccato che a essere «imitate» siano sempre le cose peggiori. Piove in metro New York, come piove – da sempre – in quella di Roma. Ma gli eventi meteorologici eccezionali degli ultimi giorni nella Grande Mela hanno portato gli utenti del trasporto sotterraneo a una vera e propria campagna sui social network.

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PIOVE IN METRO NEW YORK, VIDEO INCREDIBILI SU TWITTER

Le stazioni della metropolitana – dal materiale raccolto da BuzzFeed – assomigliano molto a quelle della Capitale italiana. Scalinate che sembrano delle vere e proprie cascate, soffitti da cui scende acqua a catinelle, vagoni letteralmente sommersi. In un video, in modo particolare, si vede la banchina letteralmente divisa dalle porte d’apertura dei treni da una sorta di tendina d’acqua che funge da separé.

I pavimenti delle stazioni sono diventati all’improvviso scivolosi, le principali strutture risultano allagate e si sono registrati anche inconvenienti per la circolazione. Insomma, a New York queste scene fanno scalpore e diventano immediatamente una notizia ghiotta da diffondere sui social network. In Italia – e in modo particolare a Roma – sono invece all’ordine del giorno.

PIOVE IN METRO NEW YORK, IL MANUALE DI SOPRAVVIVENZA DEI ROMANI

Pertanto, sarebbe opportuno che gli utenti di Twitter in Italia fornissero un supporto quantomeno morale ai pendolari della metropolitana di New York: la sopravvivenza in stazioni estreme è uno skill che il cittadino o il residente a Roma (ma anche il turista che vi sosti per più di una settimana) può mettere a curriculum.

Dunque, i cittadini della Grande Mela faranno bene ad aprire ombrelli anche all’interno dei vagoni, a indossare buste di plastica ai piedi per non bagnarsi le scarpe, a portare con sé un impermeabile o qualsiasi telo destinato a riparare il proprio outfit (specialmente quando si hanno importanti appuntamenti galanti o di lavoro). Sul ritardo dei treni, invece, non c’è altra soluzione se non quella di guardare sconfortati i tabelloni luminosi, scuotere la testa e sospirare (facendo molta attenzione a farsi sentire dal vicino): «In questa città va sempre peggio».