La sentenza della Cassazione: cercare relazioni sui siti di incontri è come tradire

di Redazione | 17/04/2018

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Navigare online su siti e chat di incontri è come tradire. Parola dei giudici. Parola di sentenza. La Cassazione ha respinto il ricorso di un marito abbandonato dalla moglie, che voleva addebitare alla donna la causa della separazione per violazione dell’obbligo di coabitazione. La donna aveva scoperto le ricerche di partner effettuate su Internet, decidendo di allontanarsi da casa, abbandonare il tetto coniugale. La Suprema Corte le ha dato ragione definendo quel tipo di navigazione sul web una «circostanza idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione».

La sentenza della Cassazione: navigare online su siti e chat di incontri è come tradire

Il marito aveva anche chiesto di non pagare 600 euro al mese di mantenimento della moglie, benestante e più giovane di lui. Anche in questo caso i giudici della Cassazione hanno dato ragione alla donna convalidando il verdetto emesso dalla Corte di Appello di Bologna, che aveva equiparato la navigazione su siti di incontri alla ricerca di relazioni alla violazione dell’obbligo di fedeltà. Secondo il marito la circostanza «non era sufficiente a provare che l’allontanamento fosse dipeso esclusivamente da ciò, in assenza di pregresse tensioni tra i coniugi». Ma il tentativo di minimizzare la sua condotta non ha avuto l’effetto sperato. A nulla è servito, per ottenere la cancellazione dell’assegno di mantenimento, fare riferimento alla breve durata del matrimonio, meno di un anno, e alla circostanza, confermata dalla moglie, di svolgere lavori in nero, possedere auto di grossa cilindrata e quote di immobili. Il ricorso è stato dichiarato «inammissibile».

(Foto Dpa da archivio Ansa. Credit immagine: Lino Mirgeler / dpa)