Le file per le vaccinazioni contro il morbillo a Catania

di Redazione | 15/04/2018

Morbillo

Le file per la vaccinazioni contro il morbillo a Catania e provincia si sono moltiplicate in questi giorni. Dopo l’ultimo decesso seguito a questa malattia infettiva, la quarta morte causata dal morbillo negli ultimi mesi, centinaia di persone si sono recate presso i sessantadue centri per le vaccinazioni presenti nella provincia siciliana.

Le file per le vaccinazioni contro il morbillo a Catania

Mario Morello, responsabile dell’ambulatorio per le vaccinazioni presso l’ospedale San Luigi di Catania, spiega a Repubblica come «dopo le notizie di cronaca siamo subissati di richieste di vaccinazioni, cercheremo di soddisfare la richiesta, di accontentare tutti. Anche se è utile sapere che dopo i 50 anni non è più necessario».

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La ressa per le vaccinazioni contro il morbillo è stata determinata dalla paura per il contagio, seguita alle morti degli scorsi mesi. Pochi giorni fa a Catania un bambino di 10 mesi è deceduto per il morbillo all’ospedale Garibaldi, il terzo caso nel 2018 dopo le morti di due giovani donne per complicazioni legate a questa malattia infettiva. Nel settembre del 2017 era scomparso un uomo di 42 anni. Le scomparse avevano portato le autorità sanitarie a lanciare un appello contro questa emergenza sanitaria, anche se le file per le vaccinazioni sono comparse solo dopo l’ultimo decesso.

In coda per le vaccinazioni contro il morbillo anche uno studente di medicina a Catania

«Mio figlio ha sette mesi – spiega un signore che attende il vaccino a Misterbianco, alle porte di Catania – io credo che per i neonati sia indispensabile procedere con fila diverse. Anche se tutti hanno il diritto di potere ottenere il vaccino”.

Vaccinazioni
Vaccinazioni all’ospedale Annunziata di Napoli, 8 settembre 2017. ANSA/CESARE ABBATE

E poi c’è chi è dovuto tornare non per la seconda volta, ma per la terza: “Alla fine ce l’ho fatta – spiega un giovane di 27 anni che frequenta la facoltà di medicina e dunque prossimo dottore – la prima volta si è fatto troppo tardi, la seconda volta sono finiti i vaccini. Ma poco importa bisogna essere positivi, alla fine ce l’ho fatto. Mi sono vaccinato perché mi sento a rischio frequentando le lezioni in ospedale», racconta Repubblica.