Berlusconi annuncia azioni legali contro il Fatto Quotidiano che lo ha definito «delinquente»

di Gianmichele Laino | 13/04/2018

Una possibile azione legale contro il Fatto Quotidiano. Silvio Berlusconi starebbe affilando gli artigli contro il titolo in prima pagina di oggi proposto dal giornale diretto da Marco Travaglio. E affida al suo legale, Nicolò Ghedini, una dura replica alla testata che lo aveva definito «delinquente». Secondo quanto affermato da Ghedini, infatti, «il titolo e l’articolo della prima pagina del Fatto Quotidiano di quest’oggi, travalicano qualsiasi limite giuridico e deontologico sconfinando nella più evidente contumelia e appaiono davvero inaccettabili».

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BERLUSCONI QUERELA FATTO QUOTIDIANO? LE PAROLE DI GHEDINI

Ghiedini ha anche annunciato che, nell’immediato, verranno attuate tutte le azioni legali del caso. La premessa a quanto dichiarato, del resto, apre a un confronto sulle tematiche più sereno, affermando che «i toni e i contenuti della critica politica possono essere più aspri e severi che non nella normale dialettica come da sempre, e giustamente, riconosciuto dalla normativa e dalla giurisprudenza».

Tuttavia, è stato ritenuto davvero troppo eccessivo il titolo d’apertura dell’edizione del 13 aprile 2018 del Fatto Quotidiano che recava il titolo: «Il delinquente umilia Salvini, insulta i 5 Stelle e spera nel Pd». L’occhiello dell’articolo spiegava così il titolone a quattro colonne: «Gag del Caimano al Quirinale per bloccare il governo senza di lui».

Il riferimento, ovviamente, è alla scena a cui si è assistito all’uscita dall’ufficio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La delegazione di centrodestra aveva dato mandato a Matteo Salvini di leggere un comunicato stampa congiunto, di fatto incoronandolo leader della coalizione. Tuttavia, nel corso della lettura del documento, Silvio Berlusconi si è lasciato andare a delle sottolineature teatrali, ha messo in campo una spiccata gestualità per poi, in conclusione, prendere la parola e sferrare un attacco ai 5 Stelle che – secondo lui – non sarebbero i veri democratici.