Il boss intercettato ordinava: «Fa’ ammazzare il giornalista Borrometi»

di Redazione | 10/04/2018

giornalista borrometi

Il boss di Cosa Nostra intercettato in carcere parlava della possibile uccisione di un giornalista scomodo, Paolo Borrometi. È quanto emerge oggi dall’ordinanza di un’operazione che ha portato all’arresto di quattro persone, e che riporta l’intercettazione di un dialogo tra un capomafia della provincia di Siracusa e un altro esponente di spicco dell’organizzazione criminale. A parlare è il boss Salvatore Giuliano, rivolgendosi a Giuseppe Vizzini.

Il boss di Cosa Nostra ordinava di uccidere il giornalista Paolo Borrometi

«Fallo ammazzare, ma che c… ci interessa», dice nell’intercettazione Giuliano (come riportato dall’agenzia di stampa Agi). L’ordine di uccidere riguardava il direttore del sito d’inchiesta La Spia e collaboratore dell’Agi Borrometi. Vizzini compare i destinatari del provvedimento di oggi per una serie di attentati: «Giuseppe Vizzini – si legge nel documento – ingiuriava il giornalista d’inchiesta Borrometi e Giuliano consigliava di farlo ammazzare». «Su lurdu», diceva Vizzini. E Giuliano: «Lo so, ma questo perché non si ammazza, ma fallo ammazzare».

Il dialogo tra boss e mafioso intercettato dalle forze della polizia risale al mese di gennaio scorso. Un mese dopo, il 20 febbraio – come nota il magistrato – Vizzini «commentava con i figli le parole di Giuliano il quale, forte dei suoi legami con i Cappello di Catania, per eliminare lo scomodo giornalista stava per organizzare un’eclatante azione omicidiaria».

Vizzini (come riportato da Repubblica Palermo) affermava: «Succederà l’inferno. Mattanza per tutti e se ne vanno. Scendono una decina, una cinquina, cinque, sei catanesi, macchine rubate, una casa in campagna, uno qua, uno qua… la sera appena si fanno trovare, escono… dobbiamo colpire a quello. Bum, a terra! Devi colpire a questo, bum, a terra! E qua c’è un iocufocu! Come c’era negli anni 90, in cui non si poteva camminare neanche a piedi… Ogni tanto un murticeddu vedi che serve, c’è bisogno, così si darebbero una calmata tutti gli sbarbatelli, tutti i mafiosi, malati di mafia!…».

Dopo la pubblicazione delle intercettazioni con le minacce a Borrometi, ha espresso la sua solidarietà al giornalista il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio. In un messaggio su Twitter ha scritto: «La mia solidarietà a Paolo Borrometi, minacciato dalla Mafia. I giornalisti come lui, che rischiano la vita per raccontare la verità, non siano lasciati soli dallo Stato».

(Foto di copertina da archivio Ansa. Credit: ANSA / ANGELO CARCONI)