Luigi Di Maio
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Luigi Di Maio gira per il Molise per salvare la sua presidenza del Consiglio

Luigi Di Maio oggi inizia il suo tour del Molise. Le elezioni regionali della regione più piccola d’Italia, poco più di 300 mila abitanti, si svolgono domenica 22 aprile, e il capo politico del M5S spera di conquistarla rafforzando la campagna elettorale del candidato pentastellato.

Luigi Di Maio gira per il Molise per salvare la sua presidenza del Consiglio

Vincere in Molise eleggendo Andrea Greco alla presidenza avrebbe un doppio significato per i Cinque Stelle. Sarebbe la prima regione governata dai pentastellati, e rafforzarebbe la corsa alla presidenza del Consiglio di Luigi Di Maio. Il M5S ha stravinto al Sud, ma perdere al primo passaggio elettorale successivo alle trionfali politiche del 4 marzo evidenzierebbe la fragilità dei consensi dei Cinque Stelle, che alle amministrative ottengono spesso risultati sensibilmente inferiori.

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La vittoria in Molise appare necessaria anche per contenere il quasi certo successo della Lega in Friuli Venezia-Giulia. Per rimarcarne il carattere politico Salvini ha imposto un suo fedelissimo, Massimiliano Fedriga, che all’ultimo momento ha sostituito il forzista Renzo Tondo come candidato presidente del centrodestra. Il Molise è stata una delle regioni dove il M5S in realtà è andato peggio al Sud, per quanto la vittoria sia stata nettissima come in tutto il resto del Mezzogiorno.

 

Alla Camera dei Deputati il M5S ha preso il 44,79% dei voti, contro il 29,8% del centrodestra e il 18% del PD e alleati. In vista delle regionali è stato effettuato un sondaggio, condotto prima del blackout da Euromedia Research, che rileva centrodestra e M5S praticamente alla pari, intorno al 38%.

 

Di Maio spera che Andrea Greco possa conquistare il Molise, per rendere più forte la sua piuttosto fragile corsa alla presidenza del Consiglio. Il capo politico dei Cinque Stelle ha invitato tutti i Cinque Stelle a mobilitarsi per il piccolo Molise, che sembra diventato la Florida o l’Ohio per il rilievo che hanno assunto regionali che sarebbero passate inosservate se non si svolgessero in mezzo alle difficili consultazioni per il nuovo governo.