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Brescia: Nicole, morta per otite a quattro anni. Indagati tutti i medici

Con la fissazione dell’autopsia, che sarà eseguita all’ospedale di Brescia con consulenti non locali, la Procura iscrive nel registro degli indagati tutti i medici che hanno preso in cura in un mese la bambina di quattro anni, Nicole Zacco, morta a Brescia a causa di un’infezione partita da un’otite.

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Tra i medici iscritti nel registro degli indagati ci sono il primo pediatra che l’aveva visitata un mese fa, i medici dell’ospedale di Manerbio, quelli della Clinica Poliambulanza e infine quelli degli Spedali Civili, dove la piccola è morta. L’iscrizione – spiega l’agenzia Ansa – è un atto dovuto come garanzia nei confronti degli stessi medici, essendo l’autopsia un atto irripetibile.

Ai genitori di Nicole Zacco, di Gottolengo (piccolo centro della pianura bresciana) avevano detto che era solo un’otite. Ora sul referto della morte si parla di «ascesso cerebellare». Gli organi di Nicole sono stati donati. Il suo cuore ha già salvato un altro bambino. Come è possibile che sia successo tutto questo?

Oggi il Corriere della Sera ripercorre quella probabile serie di errori sugli ultimi 40 giorni di vita della piccola.

Nicole continua ad accusare fastidio e dolore. Il suo pianto inconsolabile getta i genitori nello sconforto e li imbriglia
in un senso di impotenza tale da decidere di portare la bambina al pronto soccorso dell’ospedale di Manerbio, pochi
chilometri da casa. I medici la visitano e la dimettono senza una terapia specifica. La situazione non cambia e i genitori si confidano con il sindaco Giacomo Massa, amico di sempre. «Non sappiamo più cosa fare, non riusciamo a capire perché non guarisca» gli dice il padre sabato 31 marzo.
Poche ore dopo un nuovo tentativo in ospedale. Questa volta il pronto soccorso è quello della clinica Poliambulanza,
grossa casa di cura del capoluogo. Anche qui un ricovero non sembra necessario.
«Aspettate un paio di giorni, se non migliora rivolgetevi ai colleghi dell’Ospedale Civile di Brescia», dicono i
medici. Ma l’ansia cresce: Mattia e Alessandra non fanno nemmeno ritorno a casa, vanno direttamente al pronto
soccorso pediatrico. La piccola è vigile,reattiva, i parametri vitali nella norma. Ma sono gli accertamenti neuroradiologici a rivelare un quadro clinico in realtà già compromesso: «Grave ascesso cerebellare».

La piccola viene operata e dopo l’operazione non c’è nulla da fare.

L’asportazione dell’ascesso è parziale (inoperabile, pare, nella sezione inferiore). Ma gli specialisti sono chiari: «Difficilmente supererà una simile infezione». Mercoledì sera Nicole sembra tornata quella di sempre. «Eravamo nel letto insieme, abbiamo parlato e canticchiato le sue canzoni preferite» ricorda commosso il papà. Poi, al mattino dopo, lascia la stanza per nuovi accertamenti. «Non l’abbiamo più vista», dicono in lacrime i genitori

(foto ANSA/FILIPPO VENEZIA)