Davide Casaleggio nega il conflitto di interessi tra il M5S e la Casaleggio Associati

di Redazione | 06/04/2018

Davide Casaleggio

Davide Casaleggio nega che la Casaleggio Associati, la Srl fondata da suo padre, abbia un conflitto di interesse col M5S. L’imprenditore lo spiega in una intervista col Sole 24 Ore nella quale è presentata l’iniziativa di domani a Ivrea, #Sum02, organizzata dall’associazione Gianroberto Casaleggio.

Davide Casaleggio nega il conflitto di interessi tra il M5S e la Casaleggio Associati

«Sia la Casaleggio Associati che l’associazione Gianroberto Casaleggio non hanno nulla a che fare con la politica. Sono entità, come ribadito più volte, totalmente estranee al M5S. Il mio impegno nell’associazione Rousseau è gratuito e non ha nulla a che vedere né con l’azienda che presiedo né con l’associazione in nome di mio padre, che ha uno scopo preciso: trovare spunti di dibattito e idee per capire il futuro. Una cosa che accomuna l’associazione Gianroberto Casaleggio e l’associazione Rousseau è che non hanno fini di lucro. I conflitti di interesse sono ben altri. E in Italia li conosciamo benissimo da anni», rimarca l’imprenditore milanese presidente dell’associazione Rousseau così come dell’associazione dedicata a suo padre.

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Davide Casaleggio smentisce che i finanziamenti a Rousseau – ogni parlamentare deve versare 300 euro al mese – servano all’azienda, visto che la piattaforma non ha fini di lucro, ma ha costi gestionali rilevanti per garantire la democrazia diretta all’interno del M5S. L’imprenditore comunica che dopo la sanzione comminata dal Garante per la Privacy Rousseu ha recepito le indicazioni dell’autorità.

Davide Casaleggio
Davide Casaleggio during the closing of the electoral campaign of the Italian 5-Star Movement (M5S) party in Rome, Italy, 02 March 2018.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Davide Casaleggio, nella parte più politica dell’intervista col Sole 24 Ore, ritiene indifferente un accordo di governo con Lega o PD in quanto destra e sinistra sono categorie superate, e conferma l’esigenza di indicare Di Maio come presidente del Consiglio per non ribaltare l’esito del voto. «Non è più possibile ragionare con le categorie novecentesche di destra, sinistra e centro. Non fanno più parte del vissuto dei cittadini. Hanno esaurito il loro “compito”. Come le dicevo il successo del M5S è anche essere al passo coi tempi. Le ideologie non esistono piùLuigi Di Maio è stato il candidato premier più votato il 4 marzo, con oltre 11 milioni di voti. Una volontà popolare ampiamente espressa, dunque. Non vedo ragioni per ribaltare il risultato delle urne», rimarca Davide Casaleggio al Sole 24 Ore.

 

Foto copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO