Vodafone bloccata Garante Privacy
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Vodafone non chiamerà più per proporti le sue offerte

Chiamate nelle più diverse ore del giorno. Molto spesso senza capire perché quell’operatore abbia il tuo numero di telefono. Ora il Garante per la Privacy, l’autorità che dal 2012 è presieduta da Antonello Soro, ha stabilito che Vodafone non potrà più fare operazioni di telemarketing, né proporre le sue offerte via chiamate telefoniche. Una svolta che avrà delle conseguenze piuttosto serie sull’importante brand di telefonia mobile e che potrebbe anche comportare un cospicuo esborso economico.

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VODAFONE BLOCCATA GARANTE PRIVACY, IL PROVVEDIMENTO

La decisione del Garante della Privacy è stata presa in seguito a centinaia di segnalazioni degli utenti che lamentavano di essere letteralmente tartassati da telefonate dell’operatore telefonico senza aver manifestato il proprio consenso a riceverle.

VODAFONE BLOCCATA GARANTE PRIVACY, IL PRECEDENTE DI TIM

Ora, Vodafone potrà rendere note le sue offerte soltanto ai clienti che abbiano esplicitamente fatto questa operazione di consenso. In più, la compagnia dovrà ridefinire completamente le proprie procedure interne nella gestione dei dati utilizzati per le campagne promozionali. Vodafone, infatti, nel corso del periodo selezionato – tra il 2016 e il 2017 -, ha effettuato oltre 2 milioni di telefonate indesiderate e ha inviato oltre 22 milioni di sms a clienti, clienti potenziali o ex clienti che erano passati ad altro operatore.

Il Garante della Privacy prevede inoltre anche possibili sanzioni per Vodafone, accusata appunto di telemarketing selvaggio. In passato un’analoga sanzione era stata comminata a Tim, condannata a pagare una maxi multa da 840mila euro. Vodafone ha comunicato che «a seguito delle verifiche ispettive relative alle condotte realizzate nel periodo gennaio 2016-giugno 2017, Vodafone ha già messo in atto, a partire dall’estate 2017, misure volte ad evitare contatti indesiderati nei confronti della clientela. Vodafone, attualmente impegnata in un articolato programma di adeguamento alla nuova normativa europea (GDPR), intende infatti garantire una piena conformità alle disposizioni in materia di trattamento dei dati personali».

(FOTO di un call center Vodafone – ARCHIVIO/ANSA)

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