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Jessica uccisa a coltellate, il fratello riconosce la moglie del killer sul bus ed estrae una pistola finta

Sul bus incontra la moglie del killer di sua sorella. Estrae una pistola da sfotair. La minaccia. È accaduto ieri a Milano, intorno alle 13, nella zona di viale Corsica, a bordo di un mezzo della linea 73. Ne parlano oggi il quotidiano Il Giorno e le pagine milanesi del Corriere della Sera. Andrea Faoro, fratello di Jessica Valentina Faoro, la ragazza di 19 anni che il 7 febbraio scorso è stata uccisa con 40 coltellate in un appartamento di via Brioschi, ha per caso incrociato la sorella del tramviere Alessandro Garlaschi, l’assassino della giovane. Scatenando il panico a bordo dell’autobus.

Jessica uccisa a coltellate, il fratello incontra la moglie del killer sul bus

Stando a quanto riportato, il ragazzo si è avvicinato alla donna e ha estratto una pistola, che si è rivelata finta, apostrofandola più volte: «Voi l’avete ammazzata». Le pistole da softair sono sostanzialmente delle repliche delle armi vere, che funzionano però ad aria compressa o esplodendo pallini di plastica. Andrea Faoro, 21enne, ha visto la donna e probabilmente l’ha riconosciuta avendola vista nelle immagini televisive. Il ragazzo si è avvicinato e ha chiesto alla donna se era la moglie di Garlaschi. Lei inizialmente ha cercato di negare, poi il ragazzo ha estratto la pistola senza il tappo rosso che identifica le riproduzioni di armi vere e l’ha minacciata, senza aggredirla fisicamente.

L’autobus ad un certo punto si è fermato. I passeggeri sono scappati, compresa la moglie di Garalschi, che è anche inciampata a terra mentre scendeva dal mezzo. Poco dopo è intervenuta anche una pattuglia della Polfer di Lambrate che ha inseguito il mezzo, intanto ripartito, e ha bloccato il ragazzo alla fermata successiva, dove sono intervenute anche pattuglia della Squadra volante. Gli investigatori hanno ricostruito la vicenda anche grazie alle testimonianze dei passeggeri. Faoro ha ammesso di aver perso la testa e di aver sbagliato, ma non gli è bastato per evitare una denuncia per minacce e procurato allarme.

(Foto di Jessica Valentina Faoro via Facebook)