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Salvini come Almirante: quando al leader dell’MSI non servirono il caffè a Bologna

Salvini come Almirante. Almeno al bar o, nel caso del leader leghista, in gelateria. Il giornalista Emiliano Liuzzi, nel suo blog personale sul Fatto Quotidiano, ha ripercorso l’episodio avvenuto quarant’anni fa in un autogrill nella provincia di Bologna.

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All’epoca il capoluogo dell’Emilia-Romagna era un comune più rosso rispetto a ora, almeno a vedere l’esito delle urne il 4 marzo scorso. E fu così che, dopo un comizio, Almirante si fermò al Mottagrill di Cantagallo per prendere un caffè. Tuttavia, gli si parò davanti una schiera di commessi con le braccia incrociate. La motivazione della scelta fu semplice: “I fascisti non li serviamo”.

Il leader dell’MSI dovette così abbandonare i suoi propositi e cercare un altro bar per prendersi una pausa. I dipendenti dell’autogrill finirono sotto processo e rischiarono il licenziamento.

Nel caso di Salvini la vicenda è un po’ diversa, anche perché il gelato è riuscito in qualche modo a prenderselo.