Andrea Cecconi, «espulso M5S» per i mancati rimborsi, definisce carta igenica il contratto della Casaleggio Associati

di Redazione | 23/03/2018

Andrea Cecconi

Andrea Cecconi, uno dei deputati più noti del cosiddetto caso rimborsi, ha dichiarato che il suo contratto di rinuncia al seggio parlamentare firmato con la Casaleggio Associati è stato scritto sulla carta igienica.

Andrea Cecconi, «espulso M5S» per i mancati rimborsi, definisce carta igenica il contratto della Casaleggio Associati

Dichiarazioni effettuate ai principali giornali italiani, come Corriere della Sera, Repubblica e La Stampa, che riprendono le affermazioni del parlamentare eletto all’uninominale nel collegio di Pesaro, dove ha sconfitto, anche piuttosto nettamente, il ministro degli Interni Minniti. «Sì, ma era carta da c… Avevo chiamato un’amica in corte d’appello e mi aveva detto che non valeva nulla.Non ho ricevuto nulla dagli avvocati del Movimento probiviri hanno 90 giorni per decidere se espellermi. Ne restano 60. Ma poi, anche se mi dimettessi, voi dite che non me lo faranno fare…che la Camera voterà contro » spiega a Repubblica.

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Andrea Cecconi

Andrea Cecconi è stato coinvolto nell’indagine delle Iene, e fa parte dei parlamentari sospesi dal M5S – Di Maio inizialmente li aveva definiti espulsi – perché non hanno versato la quota prevista dei loro rimborsi al fondo per il microcredito per le piccole e medie imprese. Cecconi ha poi saldato i mancati versamenti, e ora attente il giudizio dei probiviri del Movimento 5 Stelle sua sua espulsione.

Dopo aver annunciato che si sarebbe dimesso appena scoppiato lo scandalo, Andrea Cecconi ha cambiato opinione, e si è iscritto al gruppo misto sperando di poter rientrare nel M5S dopo la fine del suo procedimento disciplinare. Il deputato appena riconfermato per un secondo mandato, storicamente molto vicino a Luigi Di Maio, dice a Repubblica di aver avuto contatti con i suoi colleghi del Movimento, mentre di non aver ancora parlato con il capo politico. «No. Ci sarà modo. Adesso ha altro da fare, in campagna elettorale non era il caso. Ha detto cose contro di me, ma so che doveva. So come siamo fatti meglio di chiunque altro. Non porto rancore. Mi hanno chiesto di non metterli in imbarazzo e non ho detto nulla», sottolinea a Repubblica.