Perché Giorgio Napolitano guida la prima seduta del Senato

di Gianmichele Laino | 20/03/2018

Giorgio Napolitano presidente senato

Il prossimo 23 marzo, alle ore 10.30, si riunirà per la prima volta il Senato in questo solenne avvio di legislatura. A sedere sullo scranno della presidenza sarà Giorgio Napolitano. Ex capo dello Stato (unico nella storia italiana a essere rieletto per un secondo mandato), senatore a vita, l’ex esponente del Partito Comunista Italiano è il più anziano a Palazzo Madama. Proprio il criterio dell’età, infatti, in diritto parlamentare assicura la possibilità di presiedere la prima seduta della nuova camera.

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GIORGIO NAPOLITANO PRESIDENTE SENATO, IL REGOLAMENTO

Avvenne anche nel 2013, nei giorni che portarono all’elezione di Pietro Grasso. In quel frangente, la carica provvisoria sarebbe spettata di diritto a Giulio Andreotti che, tuttavia, per motivi di salute fu costretto a rinunciare. Al suo posto subentrò il secondo senatore più anziano a Palazzo Madama, ovvero il lucano ex esponente della Democrazia Cristiana Emilio Colombo.

Per quanto la sua carica sia simbolica, dunque, Giorgio Napolitano torna a essere uno degli attori principali della politica italiana in una fase estremamente delicata come quella dell’avvio di legislatura. Sarà proprio lui a guidare una seduta che si annuncia complessa, proprio per i tanti equilibri che ci sono in ballo: la distribuzione delle due cariche dello Stato (presidente del Senato e presidente della Camera) è cruciale per gettare una qualche base per la formazione di un probabile governo.

GIORGIO NAPOLITANO PRESIDENTE SENATO, COME FUNZIONA IL MECCANISMO ALLA CAMERA

Per la presidenza provvisoria della Camera, invece, il meccanismo è leggermente diverso. A presiedere la seduta non sarà infatti il deputato più anziano in assoluto, ma quello più avanti con l’età tra i vicepresidenti della scorsa legislatura che sono stati riconfermati anche nella successiva. In base a questo criterio, la presidenza provvisoria spetta al deputato del Partito Democratico Roberto Giachetti.

Inutili, dunque, le polemiche che si stanno diffondendo in queste ore sui social network tra chi – con ogni probabilità – non conosce le procedure di Camera e Senato. Il complottismo sulla presunta influenza che Giorgio Napolitano potrebbe avere sull’elezione del prossimo presidente del Senato è totalmente infondato.

Giorgio Napolitano (Foto: ANSA / CLAUDIO PERI)