No Tav
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Seguì un’azione dimostrativa dei No Tav, a processo il giornalista Davide Falcioni

Si è tenuta lunedì 19 marzo una nuova udienza del processo che riguarda il giornalista di Fanpage.it Davide Falcioni per un reportage sul movimento No Tav. L’accusa lo vede imputato per violazione di domicilio con l’aggravante della violenza sulle cose.

Come riporta lo stesso Falcioni sul suo profilo Facebook, i fatti risalgono al 2012 quando il giornalista seguì un gruppo di No Tav che entrarono nella sede di una società che aveva vinto un appalto della Torino-Lione per esporre uno striscione e distribuire volantini. Falcioni visse in prima persona questo episodio per “smentire la narrazione mainstream che, come sempre, raccontava un’azione pacifica come un’invasione di barbari ubriachi. Si parlò di “metodi mafiosi” e “azione squadrista” in barba al senso della misura e del ridicolo“.

L’accusa, secondo il giornalista, sostiene che lui non avrebbe dovuto scrivere di quest’azione e, soprattutto, avrebbe dovuto chiedere il permesso alla polizia per scrivere l’articolo.

Si tratta evidentemente di un’idiozia, comunque la si pensi – commenta Falcioni – perché il giornalismo non è o dovrebbe essere guardiano del potere, né curarne gli interessi. Non solo: più volte mi è stato chiesto perché mai un giornalista marchigiano dovrebbe occuparsi di Tav. E qui siamo oltre il ridicolo… Eppure è così: l’accusa chiede che io venga condannato a 6 mesi di reclusione per aver fatto il mio lavoro. Il 9 aprile verrà emessa la sentenza. Comunque vada, rifarei tutto allo stesso modo“.

(Credits foto: Ansa)

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