“Non difendete l’aiuto al suicidio”, l’appello allo Stato di Cappato e l’Associazione Luca Coscioni

di Redazione | 16/03/2018

Cappato

Dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, mercoledì 14 marzo, dell’ordinanza di remissione degli atti alla Corte Costituzionale da parte della Corte d’assise di Milano per il processo riguardante Marco Cappato, l’associazione Luca Coscioni ha lanciato un appello per chiedere la non presentazione di un’avvocatura di Stato in una vicenda, quella di Dj Fabo, che sta scatenando un forte dibattito sul tema.

Il testo dell’appello è il seguente:

Noi sottoscritti, considerato:
– il reato in vigore di “istigazione e aiuto al suicidio”, risalente al codice penale promulgato dal Regime Fascista nel 1930, e punito con una pena da 5 a 12 anni di carcere;
– il procedimento pendente davanti alla Corte costituzionale sulla costituzionalità del mero aiuto materiale al suicidio, così come sollevato dalla Corte d’Assise di Milano nell’ambito del processo a carico di Marco Cappato per l’aiuto fornito a Fabiano Antoniani ad ottenere assistenza alla morte volontaria in Svizzera
chiediamo al Governo italiano di non intervenire a difesa della costituzionalità di quel reato, e dunque di non dare mandato all’avvocatura di Stato di costituirsi in tale procedimento

I primi firmatari sono stati Roberto Saviano, il docente di diritto costituzionale dell’Università di Ferrara Paolo Veronesi, il Professore emerito di diritto penale dell’Università di Milano Emilio Dolcini, il matematico Piergiorgio Odifreddi e il ginecologo Carlo Flamigni. C’è la possibilità di effettuare altre sottoscrizioni.

Il protagonista della vicenda Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni ed esponente di Radicali italiani, ha dichiarato: “La piena discrezionalità del Governo è tale da rendere pienamente politica la scelta se difendere o meno davanti alla Corte costituzionale il reato di aiuto al suicidio. Dopo settimane nelle quali si è parlato e straparlato di fascismo e antifascismo, sarebbe importante liberarsi il prima possibile di ciò che del Regime fascista è sopravvissuto, a partire dalla concezione di Stato etico che ancora ispira tante delle proibizioni contro la libertà e responsabilità di scelta individuale“.