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“Noi ostaggi di un calcio malato”, parla il presidente del Paok entrato in campo con una pistola

A due giorni dall’incredibile incursione in campo con una pistola durante la sfida tra Paok Salonicco e Aek Atene dopo un gol annullato alla sua squadra, il presidente del Paok Ivan Savvidis ha rilasciato un comunicato di scuse dopo la decisione del premier Tsipras di sospendere il campionato.

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Tra un mea culpa e l’altro non è mancata l’occasione per qualche polemica:

Sono molto dispiaciuto per quello che è successo, chiaramente non avevo il diritto di entrare in campo in quel modo. Mi scuso con i sostenitori del Paok, con tutti i tifosi greci e con la comunità calcistica internazionale. Chiaramente non avevo il diritto di andare sul campo, è stata una reazione emotiva. Credetemi, non era mia intenzione interferire con gli arbitri. Io, la mia famiglia e miei colleghi siamo vittime ed ostaggi di un calcio malato. Sto combattendo e continuerò a farlo, nonostante i continui attacchi, per un calcio pulito e leale e per vincere i campionati in campo e non nei tribunali. Ancora una volta mi scuso.

Savvidis è uomo d’affari e uno dei più ricchi di Grecia. Nato in Georgia, è stato parlamentare in Russia ed è considerato molto vicino al presidente Putin.

(Credits foto: Ansa)

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