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Renzi chiude ogni porta, Salvini pure: «Mai al governo con il Pd, con il M5S vedremo»

Continua la telenovela del confronto a distanza per verificare se ci sono margini per costruire un’alleanza di governo. Ieri con la direzione Pd è arrivata la conferma che i Dem chiudono del tutto le porte ad un’eventuale intesa con M5S e Lega su esecutivi guidati da Luigi Di Maio o Matteo Salvini, oggi il leader del Carroccio è stato altrettanto netto. Con il M5S – ha detto Salvini in conferenza stampa a Strasburgo al Parlamento Europeo – «i programmi sono molto diversi, ha vinto la coalizione di centrodestra, non è autosufficiente alla Camera e al Senato, ma sicuramente non posso allearmi con chi ha male governato negli ultimi anni, quindi ipotesi di governi che prevedano Renzi e Boschi o Gentiloni sono inimmaginabili».

Salvini: «Lega mai con il Pd»

Dunque, non è da escludere una collaborazione tra Lega e Movimento 5 Stelle ma è da escludere, al momento una stretta di mano tra Lega e Partito Democratico. «Nostro obiettivo – ha detto ancora Salvini – è quello di un governo di centrodestra, con un programma di centrodestra, e poi chi vivrà vedrà». Altro passaggio: «Noi stiamo lavorando ad un programma di governo partendo da lavoro ed emergenza e se su questo programma ci sarà una maggioranza mi prendo il dovere e l’onere di governare. Non ho le smanie di andare al governo con chiunque, se per andare al governo devo portare chi e’ stato bocciato al voto, allora no».

«Nessun contatto sulla presidenza delle Camere»

Il leader ha anche smentito contatti sulle due presidenze delle Camere. «Non ho sentito nessuno», ha dichiarato conversando con i giornalisti. «Leggo sui giornali di retroscena, non ho sentito nessuno e siccome i contatti li terrò io con tutti, ascolterò, come è mio dovere, Di Maio, Renzi, Grasso e stasera stessa incontrerò prima gli alleati, Berlusconi e la Meloni». «Sarebbe stata una scorrettezza incontrare gli altri prima di vedere i miei alleati», ha precisato.

«Se servirà ignoreremo il vincolo del 3%»

Parlando ai giornalisti il segretario ha anche chiarito sulle sue posizioni rispetto ai vincoli europei e in particolare al rapporto deficit/pil. «Io ho detto che il tetto del 3%, che fa parte delle regole, saremo contenti di rispettarlo, ma se devo trovare 31 miliardi di euro per aumentare l’Iva e le accise allora contratteremo con Bruxelles in modo sereno per rispettare le esigenze italiane». E ancora: «L’euro è e rimane una moneta sbagliata, non c’è un’uscita solitaria ed improvvisa, i nostri esperti stanno lavorando ad un piano B».

(Foto: ANSA / MATTEO BAZZI)