Giorgia Meloni, niente invito per l’8 Marzo al Quirinale: «Seguito il cerimoniale»

di Gianmichele Laino | 11/03/2018

Giorgia Meloni

In effetti, c’era rimasta un po’ male quando non si è vista recapitare l’invito. La mancata presenza di Giorgia Meloni alle celebrazioni per l’8 marzo 2018, organizzate dalla presidenza della Repubblica al Quirinale, si era notata anche perché, solitamente, la leader di Fratelli d’Italia era sempre stata presente. La cosa, poi, è diventata di pubblico dominio quando alcuni giornali vicini al centro-destra hanno sollevato il problema dalle proprie colonne. E a metterci il carico pesante era stata anche la neo-eletta per FdI Daniela Santanché.

LEGGI ANCHE > Giorgia Meloni e la bufala sull’UE e Viktor Orban | VIDEO

GIORGIA MELONI NON INVITATA ALL’8 MARZO, LA POLEMICA

«Come giustificare questo mancato invito al Quirinale? – aveva detto la Santanché – Con un disguido del cerimoniale o delle poste italiane? Non ci sono motivazioni adducibili. Come mai sfilare dall’elenco degli invitati il nome di Giorgia Meloni che fa politica da anni, unica donna leader di partito e candidata premier? Sarebbe interessante che qualcuno dal Colle rispondesse».

E, a quanto pare, dal Colle hanno risposto. Il quotidiano Libero, oggi, ha pubblicato la nota dell’ufficio stampa del Quirinale che ha tirato in ballo proprio il cerimoniale per il mancato invito a Giorgia Meloni. Il discrimine è rappresentato dal fatto che la leader di partito, non rivestendo più incarichi istituzionali, non ha ricevuto l’invito a una cerimonia riservata proprio alle cariche dello Stato.

GIORGIA MELONI NON INVITATA ALL’8 MARZO, LA RISPOSTA DEL QUIRINALE

«Negli anni precedenti – si legge nella nota – l’onorevole Meloni è stata invitata prima come vice-presidente della Camera, quindi come ministro e poi in qualità di presidente del gruppo parlamentare. La carica di leader di partito, come è noto, non è compreso tra le cariche istituzionali o parlamentari. Nessuna volontà di esclusione per la persona, quindi, ma rispetto di una prassi antica e consolidata».

La nota del Colle, poi, si conclude con un riferimento – diciamo così – bipartisan e che spazza qualsiasi ombra di dubbio su presunti favoritismi politici: «La stessa prassi ha fatto sì, per esempio – si legge nel comunicato -, che anche la leader della lista +Europa Emma Bonino, presente in passato in qualità di ministro, non fosse compresa quest’anno nella lista degli invitati».

(FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI)