Bianca Pitzorno accusata di essere una profetessa del gender

di Redazione | 03/03/2018

Bianca Pitzorno

Bianca Pitzorno, scrittrice piuttosto famosa di romanzi per ragazzi, è rimasta sconvolta per esser finita nel mirino dei no gender, il movimento fondamentalista che lotta contro una inesistente teoria che insegnerebbe ai bambini che non esistono differenze tra uomini e donne per promuovere l’omosessualità e la transessualità. Su Facebook Bianca Pitzorno ha condiviso il suo sconcerto per la battaglia di una famiglia di Carpi contro un suo libro,«Ascolta il mi cuore». Così si è espressa la scrittrice sulla sua pagina pubblica.

Bianca Pitzorno

Bianca Pitzorno accusata di essere una profetessa del gender

«Posso dirvi che sono esterrefatta? Scopro solo oggi che una famigliola di Carpi, dopo aver ritirato il figlio da una scuola perché vi si insegnava, a loro dire, la cosiddetta ‘teoria gender’, hanno scoperto con orrore che nella nuova scuola si faceva leggere ai bambini ‘Ascolta il mio cuore’, e hanno chiesto che il libro fosse ritirato dalla biblioteca e MAI PIU’ LETTO. Troverete tutte le accuse al libro nell’articolo qua sotto. E le accuse a me, ‘questa personaggia’, tanto pericolosa da far sì che i genitori non mandino più i figli alla scuola pubblica ma li tengano in casa e formino, come nell’America più retriva, ‘scuole paterne’, per evitare loro di imbattersi in uno dei miei libri.

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Ora, poiché so che molt* de* visitator* di questa pagina mi hanno letto quando erano piccol*, vi chiederei una testimonianza personale. Vi ho spinto a diventare omosessuali? O vi ho semplicemente ‘spinto’ a rispettare tutti gli altri anche se non la pensano come voi e non hanno fatto le vostre stesse scelte».

 

Centinaia di persone hanno espresso solidarietà a Bianca Pitzorno, che li ha ringraziati con queste parole su Facebook.  «Grazie dei vostri molti commenti. Vorrei aggiungere due cose: -La prima, che ringrazio il Direttore, gli insegnanti e i bibliotecari della scuola primaria di Carpi. -La seconda è che comincio ad avere paura. Non per me, che ormai la mia vita l’ho vissuta, ma per chi è bambino oggi, a cominciare dal piccolino di Carpi, controllato ossessivamente dalla madre ‘casalinga’, spostato di scuola in scuola chissà con quali spiegazioni…

 

E se da grande dovesse rivelare di avere tendenze omosessuali, come verrà trattato da genitori tanto attenti al suo benessere? Verrà data la colpa a me, e lui sottoposto a elettroshock come il partner più giovane, 22enne, del ‘caso Braibanti’ ? E poi, comunque, tutti i bambini, a prescindere di chi ameranno da adulti, che mondaccio li aspetta? Questo è solo un segnale. Staranno tornando i roghi? Sapete perchè li chiamavano (chiamano) ‘finocchi’? Perchè la carne bruciata mandava un cattivo odore, e allora si aggiungevano alle fascine mazzi e mazzi di finocchi per profumare l’aria».

Bianca Pitzorno

Il sito dei no gender ha però rincarato la dose contro Bianca Pitzorno, accusata di essere una profetessa della teoria del gender. Parole folli, che riprendiamo con lo stesso sentimento della scrittrice. «A scorrere la biografia della Piztzorno ci si accorge che il titolo affibbiatole di profeta o profetessa, che dir si voglia, del gender non è campato in aria. La scrittrice di origini sarde con il suo romanzo del 1979, intitolato “Extraterrestre alla pari”, è stata infatti una precursora dell’odierna teoria del gender, raccontando la storia di una coppia che adotta un piccolo extraterrestre, proveniente da un pianeta in cui il sesso viene definito solo in tarda adolescenza e scegliendo di utilizzare all’interno del suo libro l’asterisco per “neutralizzare” il sesso dei propri personaggi… 

 

 

Nel corso degli anni, grazie alla sua” letteratura impegnata”, la Piztzorno è divenuta una vera e propria icona della propaganda LGBT+, presenziando eventi e conferenze a tema. Nel febbraio 2017 il Comitato LGBT Brescia Pride l’ha invitata a parlare sul tema “Donne ribelli: da Prisca ad Ada Bertrand“, evidenziando nella locandina come il suo libro del 1979 fosse diventato “un cult nei corsi di formazione sull’identità di genere e l’utilizzo dell’asterisco per il genere neuro precorre i tempi di almeno un decennio (… )».