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Vero, il social che sfida Facebook senza pubblicità (e con i post in ordine cronologico)

Nuovi social network spuntano nel mondo delle app con l’intento dichiarato di fare battaglia a colossi come Facebook e Twitter. L’ultimo esempio è Vero, social a pagamento sta registrando un sensibile aumento di iscrizioni. Si tratta di una piattaforma per iOS e Android, disponibile praticamente per la quasi totalità degli utenti, lanciata nel 2015, che negli ultimi tempi ha ottenuto un boom di downlaoad, ieri ne sono stati segnalati 600mila in poche ore solo negli Usa. Il primo milione di persone ha avuto accesso all’applicazione gratuitamente, ma di norma è previsto un piccolo abbonamento annuale perché il principio su cui ruota l’app è proprio questo: gli utenti non sono prodotti da dare in pasto alla pubblicità e agli inserzionisti, non ci devono essere annunci. Lo slogan della piattaforma è «meno social media, più vita sociale».

 

 

Vero, il social senza pubblicità

La differenza con Facebook è sensibile. Sul più noto dei social network la visibilità dei contenuti è dettata da un algoritmo, che stabilisce anche quali sono le priorità nel reader di notizie. Su Vero invece, che ad Instagram, i post appaiono in ordine cronologico, come accadeva un tempo su Facebook. «I nostri abbonamenti ci consentono di lasciare la pubblicità fuori e di focalizzarci solo su una migliore esperienza social – si legge sul sito del giovane social – non cerchiamo nuovi modi di monetizzare gli utenti o di tenerli sull’app con notifiche continue».

Vero, il social con maggiore protezione dei dati personali

Vero è stato lanciato dal milionario libanese Ayman Hariri (39enne figlio dell’ex primo ministro Rafic Hariri), dall’impresario cinematografico Motaz Nabulsi e dal venture capitalist Scott Birnbaum. Gli amici sul social si dividono in quattro categorie («amico stretto», «amico», «conoscente» e «follower», «seguace»), ci sono gli hashtag per gli argomenti e la possibilità di condividere post, foto, video ed anche interessi (come film, musica, libri). Non ci sono storie e non c’è streaming. Parallelamente si prova a garantire un’altra protezione dei dati personali. Vero vuole lavorare con una piccola quantità di dati degli utenti: solo informazioni di base, nome, mail, numero di telefono, con la promessa di non cederli a parti terze.

La domanda che accompagna il boom di Vero è la solita: ce la farà davvero a contrastare Facebook. Dare una risposta ora è impossibile. Considerando la differenza nei numeri e considerando, soprattutto, che non è la prima volta che spuntano app nuove che provano a sfidare i big. Tra le tante ci avevano provato anche Sarahah e Ello, due app di cui poi si è persa traccia. Poi c’è l’eterno nodo della sostenibilità economica. Con una alta protezione dei dati monetizzare diventa certamente molto più complicato. E non è detto che una percentuale sui prodotti venduti sull’app e gli abbonamenti annuali possano bastare. Vedremo.

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