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A Facebook non piacciono i Negr*

In tempo di campagna elettorale Facebook ha adottato una politica dura contro post razzisti e fake news. Fin troppo, a giudicare quanto è successo a Mauro Vanetti, candidato di Sinistra Rivoluzionaria, ed Elisa Corridoni di Potere al Popolo.

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Il pomo della discordia ha riguardato due post in cui venivano citati  due Negri famosi, Ada e Toni. Vanetti è stato bloccato un mese dal social network per avere pubblicato un contenuto che, secondo Zuckerberg, “potrebbe non rispettare i nostri standard della community. Rimuoviamo i post che attaccano le persone in base a razza, etnia, nazionalità, religione di appartenenza, orientamento sessuale, genere o disabilità”. La sua colpa? Avere citato la poetessa Ada.

“Sembra una barzelletta ma la realtà supera la fantasia: Facebook mi ha bloccata per due giorni per un contenuto nel quale ho scritto la parola “negri”; peccato che parlassi di Toni Negri, attivista e filosofo italiano”. Elisa Corridoni ha commentato così la decisione di Facebook di censurare il post e sospenderle il profilo. Una decisione che, secondo l’attivista di Pap, “per noi che siamo un partito piccolo e senza risorse è un danno gravissimo ed è imbarazzante assistere a questa escalation di errori. Ci auguriamo che facciano al più presto chiarezza e che elaborino una strategia più efficace per censurare davvero i contenuti razzisti e xenofobi e non colpire invece chi lotta contro le discriminazioni”.

Non è la prima volta che Facebook commette simili errori. Nell’agosto 2017 un post satirico del giornalista Fabio Chiusi con cui si ribaltavano gli stereotipi delle nuove destre non era piaciuto al social network che lo aveva eliminato, mentre nello stesso mese il poeta sardo Andrea Ivaz Melis aveva incontrato la censura di Zuckerberg con la poesia, sempre ironica, “Ma dimmi tu questi negr*”.

Il tentativo di Facebook contro il razzismo è senza dubbio encomiabile. Resta da spiegargli la differenza tra un cognome e un insulto.

(Credits: pagina Facebook di Elisa Corridoni)